Genitori e Millennials

4 libri che indagano il rapporto fra le due generazioni

di Redazione Libri Mondadori

I Millennials sono la prima generazione globale, milioni di giovani sempre connessi, in relazione tra loro e istantaneamente aggiornati. Una generazione impaziente e curiosa, che utilizza spesso contemporaneamente le diverse tecnologie (cellulare, computer, tablet etc.)

In questo percorso di lettura approfondiamo quattro libri che affrontano in maniera diversa il rapporto fra la generazione dei Millennials e quella dei loro genitori: due generazioni a confronto in una realtà che sta mutando rapidamente e alla quale si sta affacciando un'altra generazione, quella dei nati dal Duemila in poi, gli adolescenti di oggi...

Metti via quel cellulare!

Aldo Cazzullo si rivolge ai due figli ventenni Francesco e Rossana e a tutti i ragazzi in generale: li invita a non confondere la vita virtuale con quella reale, a non bruciarsi davanti ai videogames, a salvare i rapporti umani. Metti via quel cellulare è una conversazione vivace, un’alternanza di voci che si raccontano e scontrano sulla rivoluzione digitale, un dialogo serrato sui rischi e le opportunità del nostro tempo:

“Siete una generazione con lo sguardo basso!” - Aldo

“La rete per la nostra generazione è parte essenziale della vita. E questo vale anche per te, visto che sei sempre chino sul cellulare!” - Rossana e Francesco

Ha scritto Dacia Mariani:

Un libro in cui le ragioni di chi crede nella forza emancipatoria della tecnologia e quelle di chi sospetta della sua potenza livellatrice si trasformano in voci familiari, legate dall’amore e dal rispetto, nonostante aleggi un’aria da scontro fra generazioni.

Io Donna, 3 ottobre 2017

A proposito di Marta

Sul dialogo fra le due generazioni si interroga un altro padre – Pierluigi Battista, anch’egli giornalista del Corriere – un padre nato negli anni Cinquanta che tempesta la figlia con domande pressanti, animato dalla voglia di conoscere i suoi interessi, le sue scelte di vita, i suoi dolori e le sue speranze. Nasce così A proposito di Marta. Le poche cose che ho capito di mia figlia, un racconto spiritoso e autoironico di cose vissute, che ruota attorno a un sapiente intreccio di sfera personale e sfera pubblica.

"Sei felice, appagata? Credi in Dio? Che mi dici dei dieci comandamenti? Onora il padre e la madre, non nominare il nome di Dio invano, non desiderare la roba d’altri?"

"Assurdo, non faccio altro che desiderare la roba d’altri" taglia corto Marta.

Crepet e la declinazione del coraggio

Fino a trent’anni fa occorreva pronunciarsi, scrivere, telefonare, dunque esporsi. Oggi si può comunicare, anzi si è indotti a farlo, senza un’interfaccia umana, dunque senza rischio, senza paura di compromettersi. Così, anche il coraggio e la forza d’animo che vi è intrinsecamente connaturata stanno diventando sempre più un’astrazione virtuale, svuotata di senso, per uomini e donne che vagano senza bussola, giovani accecati dal presente e vecchi incartapecoriti nel ricordo.

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet analizza il presente ipertecnologico e si rivolge ai genitori, agli educatori e agli stessi "millennials" proponendo un "ipotetico inventario" di alcune declinazioni del coraggio in vari ambiti: il coraggio di educare, di dire no, di ricominciare, di avere paura, di immaginare, fino alla più ambiziosa forma di coraggio, quella di creare un mondo nuovo, se non vogliamo che siano altri a inventarlo per noi.

E gli adolescenti?

La generazione dei "millennials" parte dai nati negli anni Ottanta fino al Duemila. Una generazione che è diventata o sta diventando adulta - molti millennials sono diventati loro stessi genitori. I ragazzi nati dopo il duemila, sono invece gli adolescenti di oggi, nati e cresciuti in un ambiente molto differente da quello dei loro padri e delle loro madri. È mutato lo scenario sociale in cui viviamo, ma è cambiato anche lo scenario privato: dalla famiglia delle regole si è passati a quella che promuove la creatività e la capacità relazionale dei figli, favorendo talvolta in loro il narcisismo e un’intrinseca fragilità.

Forte della sua lunga esperienza a contatto con i ragazzi, Matteo Lancini traccia un quadro esaustivo dei problemi legati alle crisi adolescenziali e, suggerisce come prestare ascolto alle esigenze e ai pensieri dei ragazzi senza pregiudizio: perché se c’è qualcosa di cui gli adolescenti in crisi hanno davvero bisogno sono adulti autorevoli, insieme ai quali definire il loro progetto futuro.

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