Perché un romanzo Per sole donne? Ce lo racconta Veronica Pivetti

di Redazione Libri Mondadori

Astenersi puritani e persone sensibili. Tenere lontano dalla portata dei bambini.
Ah, astenersi anche perditempo, of course!

Quello di Veronica Pivetti è un romanzo Per sole donne, in cui le cinque protagoniste, non più giovanissime, ormai disincantate e consapevoli di quello che vogliono dalla vita, esigono la parità femminile in tutti i sensi.
Quella vera, in cui alle donne è possibile finalmente esternare senza vergogna la stessa libertà d’espressione che gli uomini hanno da sempre.
In che modo ottenerla? Beh, parlando liberamente di tutto, anche e soprattutto di sesso.


Mentre loro si confidano, tra cene piene di confessioni e battute al vetriolo, tra incontri fugaci nei posti più impensabili e whatsapp infuocati, a noi lettori è concesso di origliare e di ridere, ridere tanto.
Accanto alla risata, però, sorgono varie riflessioni, come quella sull'eterna conflittualità dei rapporti tra i sessi o l'accettazione del corpo che cambia con i loro desideri, le svolte, le piccole grandi rivoluzioni personali.
Un cammino verso il sentirsi finalmente adeguate (tema già affrontato nel precedente Mai all'altezza).


Perché l'erotismo delle cinquantenni deve essere ancora un tabù?
Perché questo periodo della vita viene sempre associato solo alla menopausa e al calo del desiderio? 
Perché si tende ancora a parlare solo di mamme e poco di donne?

Sono queste alcune delle domande che ci pone Veronica Pivetti in questo nuovo libro. Le risposte sono dentro le pagine, all'interno di dialoghi brillanti e di situazioni che mettono in crisi le visioni prestabilite.
Abbiamo chiesto all'autrice di raccontarci cosa l'ha spinta a scrivere quello che lei stessa definisce un romanzo spudorato, con un linguaggio esplicito che suona tanto come una liberazione.


Veronica PivettiFoto di Assunta Servello




Veronica Pivetti racconta Per sole donne

Perché ho deciso di parlare di sesso?

Perché mi ci arrovello da quando ho l’età della ragione e solo adesso (forse!) ho trovato la quadra, come si suol dire. Solo adesso lo guardo con la giusta ironia e un sano distacco, che non significa distanza. Semmai, disincanto. O, se preferite, lucidità. Ed esperienza. Posso abbandonarmici e sprofondarci dentro con una consapevolezza rassicurante che, anche solo dieci anni fa, non era pensabile. E siccome ora lo maneggio con disinvoltura, mi sembrava giunto il momento di riderci un po’ su. Da cui, questo mio romanzo erotico-comico.

Un tuffo nell'intimità femminile


E poi avevo una voglia pazza di fare un tuffo nel non detto, nell’intimità femminile, nella ricerca del piacere e dell’amore, nel rifiuto delle convenzioni e dei tabù.
I tabù, che brutta invenzione!


Quanti ne abbiamo scardinati noi donne nel corso dei decenni e quanto è ancora lunga la strada della libertà sessuale.
Mica parlo di scopate, quelle ormai ce le facciamo con relativa (relativa, attenzione, relativa) disinvoltura.


Parlo di vera e profonda libertà scevra da pregiudizi, balzelli (morali) e fardelli, robaccia per bigotti e perbenisti che (lo so, lo so, tranquilli, lo so) fremeranno di sdegno davanti alle storie di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina, le mie ragazze, le mie protagoniste senza esclusione di colpi, senza mezze misure e senza veli (nel vero senso).


L’ipocrisia è dietro l’angolo coi suoi artigli uncinati.
Non abbassiamo la guardia né lo sguardo e continuiamo a pretendere per le donne la stessa libertà d’espressione che il mondo consente agli uomini da sempre.
Adelaide e le amiche lo fanno in tutte le duecentocinquantadue pagine del romanzo.


Un universo popolato da mariti ingombranti, amanti infaticabili, mamme onnipresenti, sorelle dispotiche e varia umanità s’insinua nella loro voglia di godersi la vita, sempre e così, fra una dieta e un abbraccio, una litigata e un’abbuffata di sesso, le mie cinque eroine vivono giorno dopo giorno in bilico su un denominatore comune: riderci su.


Su cosa? Su tutto! Non c’è cosa più seria del saper ridere. C’è un po’ di me in tutte loro, anzi, c’è un po’ di noi in tutte loro, ne sono sicura.
Noi che bastiamo a noi stesse, che sopportiamo pesi inenarrabili, che ci siamo rotte delle disparità, che potremmo reggere il mondo sul dito mignolo e farlo girare, girare, girare... Noi, insomma. Noi donne. Se volete venire alla festa di Adelaide e delle sue quattro amiche, se vi va di tirar tardi fra i meandri del loro cuore e del loro cervello, mi trovate là.


Vi aspetto. Veronica


P.S. Dimenticavo... Astenersi perditempo, of course!


Per sole donne

Veronica Pivetti

"Era stata una scopata noiosissima. Adelaide si era addormentata a metà, mentre Andrea gliela leccava." È il fulminante inizio di Per sole donne, il primo romanzo di Veronica dopo due esilaranti bestseller autobiografici. Adelaide fa l'antiquaria, ha un marito più giovane di lei con cui è in crisi, una madre complice e saggia nonostante un principio di arteriosclerosi, e quattro amiche v...

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