Premio Campiello: “Le vite potenziali” di Targhetta

di Redazione Libri Mondadori

Premio Campiello

Sabato 15 settembre alle 20,45 in diretta televisiva su Rai 5 da Venezia, si terrà la 56° edizione del Premio Campielloritenuto uno tra i più prestigiosi d'Italia e tra i più importanti nel panorama editoriale italiano.
Nella cinquina dei finalisti, il più giovane in gara è il nostro autore Francesco Targhetta con il romanzo Le vite potenziali, già vincitore del Premio Berto proclamato lo scorso 16 giugno in Calabria a Ricadi, paese dove è sepolto Giuseppe Berto, lo scrittore di Il male oscuro (Premio Campiello nel 1964).

L'autore

Francesco Targhetta - trevigiano classe 1980 - dopo gli studi classici e un dottorato di ricerca all'Università di Padova, insegna lettere alle scuole superiori. Dopo la raccolta di poesie Fiaschi (2009), il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie (ISBN 2012) diventa un piccolo caso letterario dove, attraverso la forma poetica, svela l'essenza di un'intera generazione - non quella dei millennials, ma quella appena precedente:

«Non si muove nessuno, qua, perciò veniamo bene nelle fotografie»

Campiello

Targhetta approda così alla narrativa con il romanzo finalista al Campiello, il suo esordio in prosa. Ne Le vite potenziali i 3 protagonisti, trentacinque anni circa, sono lo specchio di una generazione che si è trovata di fronte al cambiamento epocale della tecnologia pur avendo conosciuto la qualità della vita pre hi-tech. Ma il romanzo non è esattamente un ritratto generazionale perché la trasformazione tecnologica riguarda tutti. Nel racconto delle storie dei tre protagonisti l'autore afferma che viviamo in una sorta di realtà aumentata, per cui siamo qui e ora, ma contemporaneamente diluiti e dispersi in tutti i rivoli di vita legati alla nostra attività virtuale che ci indirizzano ogni minuto in mille direzioni diverse... verso vite potenziali, appunto.

Le vite potenziali

La vita, per un paradosso, gli si era di nuovo moltiplicata davanti. E aveva voglia di lasciarla così, immensa.

Francesco Targhetta

Le vite potenziali

Francesco Targhetta

Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l'ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto, "trentaquattro anni, apprezzata abilità nell'assemblare mobili Ikea, una passione per la buona tavola e il culto della chiar...

Scopri di più

I protagonisti

L'immagine della copertina del libro è una veduta serale del Vitra Design Museum a Weil am Rhein, in Germania. Gli edifici inquadrati sono tre, come i personaggi principali della storia. Gli edifici sono messi uno sopra l'altro, ma ciascuno orientato verso un orizzonte differente, come in sostanza sono le tre diverse vite potenziali di Alberto, Giorgio e Luciano.

◊ Alberto è l'ottimista razionale e progressista che cerca di assecondare la direzione del mondo, pur riconoscendone a tratti le storture. Alberto è l'imprenditore: ha fondato l'azienda informatica Albecom, una start-up che sorge alla periferia di Marghera.

Alberto Casagrande, trentaquattro anni, capelli castani, statura media, qualche ruga incipiente attorno agli occhi, apprezzata abilità nell'assemblare mobili Ikea, una particolare passione per la buona tavola - mascherata dall'ottima linea ("costituzione") - e il culto della chiarezza.

◊ Giorgio - detto Gdl - è il cinico privo di scrupoli e narcisista che ambisce a fare dell'esplosione delle potenzialità un terreno favorevole alla propria ascesa personale. Gdl è il commerciale dell'azienda, sempre spostato in avanti per conquistare nuovi clienti.
Giorgio è il pre-sales della Albecom, ed è percorso da un brivido di elettricità sempre, per dono naturale.

◊ Luciano è il nerd timido e introverso e pieno di impacci. Non desidera soldi o successo, ma il suo unico grande desidero è avere qualcuno da rendere felice. Luciano è il programmatore e si trova a suo agio dietro le quinte della Albecom.
L'assenza di altre persone che camminassero da quelle parti garantiva che nessuno potesse guardarlo: dove non ci sono occhi, non c'è spazio per la vergogna, e Luciano tendeva e a provarne un po' quasi sempre.

Alberto, Giorgio e Luciano, con un piede intrappolato nel mondo del web e uno ben piantato bei sobborghi di cemento di quello reale, cercano timidamente di costruirsi un futuro, chiamati insieme al dovere di essere felici e al dovere di accelerare sempre di più la velocità del mondo.
Sullo sfondo, ma ben presente, la periferia del Nord-Est, nello specifico Marghera, nata nel 1917 affinché anche Venezia fosse dotata di una zona portuale e industriale;

«A suoi occhi Marghera appariva come una mostruosità, un caso di totale tradimento rispetto al disegno originario di moderna città-giardino: la vita non solo vi aveva portato l'imperfezione [...] ma l'aveva innalzata a sistema, facendo sì che non fosse più possibile pensarci nulla di puro

Lo sguardo del poeta...

Francesco Targhetta ha lo sguardo del poeta e il passo del narratore, il che è un dono che hanno in pochi. "Le vite potenziali" mette insieme l'occhio chirurgico sull'oggi di Houellebecq e la struggente malinconia di Gozzano per le cose che non sono mai state e che forse non saranno mai. Una specie di miracolo riuscito.

Andrea Bajani

Scopri le altre novità di letteratura italiana