Bobo Rondelli a Sanremo. Un libro per entrare nel suo mondo

Cos'hai da guardare: uno degli ultimi “maledetti” della canzone e della poesia italiana si racconta

di Redazione Libri Mondadori

E allora semplici canzoni si fanno meravigliose sinfonie, si può trovare poesia dappertutto, anche tanto amore, specie tra di noi, che siamo immersi in questa armonia di racconto, ascolto, senza giudicare niente, provando solo contentezza perché il tuo amico ubriaco ha trovato una sua soluzione grazie a una canzone.

Bobo Rondelli tra musica, parole e vita


Cos'hai da guardare, sembra chiederci Bobo Rondelli con l'aria fiera del sé bambino che ci guarda dalla copertina del suo ultimo libro, intitolato proprio così.
Chissà se questo sarà lo sguardo che vedremo anche sul palco di Sanremo 2020, dove il cantante duetterà con Irene Grandi nella terza serata dedicata alle cover con La musica è finita, brano portato sul palco dell'Ariston nel 1967 da Ornella Vanoni.


Rondelli è un artista dalla vita tormentata, che porta con sé, sulla pelle, la beffarda, dolente, orgogliosa eredità umana e politica della sua Livorno, fondata, come racconta, “da ladri, prostitute, prigionieri politici”.

"Maledetto" è come l'hanno definito, e le premesse erano tutte nella sua storia: quando da piccolo il pretino don Pino permetteva ai bambini di cantare liberamente dentro la chiesa vuota, lui sceglieva per caso canzoni prese dal disco dei Rolling Stones Their Satanic Majesties Request, ignaro del fatto che parlassero di un incontro con Satana.

Cantautore, attore e poeta, Bobo Rondelli ha scritto e continua a scrivere canzoni che parlano di amori difficili, rabbia e malinconia, e soprattutto continua a fare del palco, da vero performer, la sua vera patria, il luogo dove dire chi è.
Mescolando il graffio della comicità e della provocazione al ripiegamento della ballata, sia nella sua musica che nelle parole del suo libro, si fa autore del proprio destino.

C’è chi scrive romanzi e chi li legge. Io li vivo sulla mia pelle. Quando entro in una chiesa, immergo le mani nell’acqua santa per bagnarmi e tirarmi i capelli indietro, che mi piacciono di più. E ora eccomi qui, a cinquantacinque anni, con questa scatola di ghisa ossidata che devo aprire poiché contiene le ceneri del povero fu mio padre. A trent’anni dalla morte, è stato sfrattato dal suo fornetto per fare spazio ai nuovi sorteggiati.

Livorno, gli affetti e le canzoni di Bobo Rondelli



Trovare una soluzione in una canzone si può
: la musica attraversa le vicende della vita scandendo le scelte, le difficoltà, gli amori e i combattimenti.
E in questo racconto di Bobo Rondelli c'è tanto di tutto questo e molto molto altro.


Nato e cresciuto a Livorno, "patria della tolleranza", la sua educazione è cominciata in strada, nel quartiere povero della città, San Marco Pontino, roccaforte antifascista, resistente ai soprusi e alle purghe.
Racconta anche la storia di chi l'ha messo al mondo, il rapporto con la madre (la sua "Personal Madonna" che ha sulla catenina al petto, come lo era Jesus per Johnny Cash).

Troviamo ancora le donne, la solitudine, l'alcol, la droga, la bellezza delle note che danno ristoro a un cuore sofferente. Ci sono avventure musicali, prime volte (dai Beatles a Guccini), l'essere figlio e l'essere padre, un cerchio che alla fine si chiude su se stesso. Bobo Rondelli ci racconta le volte che ha deciso di rischiare, perdonarsi e ricominciare.

Leggendo Cos'hai da guardare, lo conosciamo attraverso i suoi album - per citarne solo alcuni Figlio del nulla (2001), Disperati, intellettuali, ubriaconi (2002), L’ora dell’ormai (2011) - ma sopratutto per quello che custodisce nell'anima.

Regalandoci una storia senza finale e senza pretesa di morale, Bobo Rondelli ci ricorda che "amare è voce del verbo infinito".
La scelta di cosa amare sta dentro ognuno di noi
. O a volte, più semplicemente, dentro le canzoni.

Per me la musica è quell’arrivare al cuore del dio degli uomini. È un mistero come una canzone possa uscire fuori, forse chi la fa è un tramite di un qualcosa d’altro, di più lontano, di chi sa da dove viene, e l’autore, il cantante, con il tempo ci spariscono dentro, risucchiati dalla bellezza di questo miracolo.

Cos’hai da guardare

Bobo Rondelli

Lui, Roberto Rondelli, è uno degli ultimi "maledetti" della canzone e della poesia italiana, un artista che porta con sé la beffarda, dolente, orgogliosa eredità umana e politica della sua Livorno, fondata, come racconta lui stesso, "da ladri, prostitute, prigionieri politici". Rondelli ha scritto e continua a scrivere canzoni che sanno di amori difficili, di rabbia e malinconia, e soprat...

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