Un bosco di pecore e acciaio

Un bosco di pecore e acciaio

Una palestra vuota, un grande pianoforte aperto e le dita di un uomo che toccano i tasti facendone uscire una melodia dolce, una melodia che è un fremito di rami e uno stormire di fronde, un odore di bosco sul far della sera. Tamura ha diciassette anni e in piedi, solo, nella palestra deserta, ascolta rapito quei suoni.

È una folgorazione. L’uomo non è un pianista, ma un accordatore. Sta chino sul pianoforte con i suoi attrezzi e si piega sulle viscere di legno dello strumento per trarne una musica che a Tamura parla di un mondo lontano, dei boschi della sua infanzia di cui ha una lancinante nostalgia.

È l’inizio di una passione, e di un’ossessione. Tamura frequenta la scuola per accordatori e inizia a lavorare sodo: studia materie difficilissime e dedica ogni momento libero alla ricerca di quel suono magico che aveva udito un giorno nella palestra della scuola. Un suono in grado di evocare un mondo intero, il bosco con i suoi odori, la luce filtrata dal verde, il vento tra le foglie, l’acqua sotto le radici, il canto di una ghiandaia e il languore nel cuore del protagonista. Un suono familiare che però gli sfuggirà a lungo, non riuscendo egli ad accordare legno e corde nel modo esatto. Perché per saper accordare la musica è necessario avere un talento e quel talento è qualcosa di similissimo all’amore.

Un bosco di pecore e acciaio racconta l’educazione sentimentale del giovane Tamura, e anche un’educazione alla musica, al mistero segreto della natura, alla capacità di accordare i suoni per cercare di ricostruire l’anima del mondo. Attraverso i tentativi del protagonista di afferrare e rievocare quel suono segreto e arcaico celato dietro la musica, Miyashita Natsu riporta alla vita la forza e la fragilità della giovinezza, l’incanto che sempre si accompagna ai sogni del talento, e ci mostra con grazia struggente la nostra dimenticata capacità di accordare i cuori.

Recensioni

“Romanzo di formazione, anche sentimentale, "Un bosco di pecore e acciaio" è più di tutto un libro sulla bellezza. Della musica, delle piccole cose della natura. Miyashita Natsu regala così al lettore una sinfonia in parole, una ballata per ciò che nel mondo è bello e quindi buono, giusto. De resto, ricordano gli amici al giovane Tomura, gli ideogrammi con cui si scrive "buono" e "bello" hanno la stessa derivazione: "pecora".”

Annachiara Sacchi, "La Lettura" 15 aprile 2018,

“Alcuni libri hanno la tensione e la fragilità di un suono. [...] Il romanzo, secondo la lezione di Tanizaki, sfigura le ombre, legifera sulle emozioni. Da leggere circondati dall'Adagio del "Concerto KV 622" di Mozart.”

Davide Brullo, "Il Giornale" 22 aprile 2018,

Natsu Miyashita

Natsu Miyashita nasce nel 1967 nella prefettura di Fukui e si laurea in Lettere e Filosofia all'università di Tokyo. Debutta nel 2004 con il romanzo Shizuka na ame, attirando l'attenzione del pubblico e della critica, e negli anni successivi le sue opere ricevono numerosi riconoscimenti.


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Un bosco di pecore e acciaio

Natsu Miyashita

Un bosco di pecore e acciaio

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788804687399
216 pagine
Prezzo: € 19,50
Formato: 14,0 x 21,5 - Cartonato con sovraccoperta
In vendita da: 10 aprile 2018

Disponibile su:

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788852086397
216 pagine
Prezzo: € 9,99
Formato: Ebook
In vendita da: 10 aprile 2018

Disponibile su: