Silicio

Silicio

“Scrivere la mia autobiografia mi ha fatto rivivere le esperienze più significative della mia vita e riflettere sulle molte persone che hanno avuto un impatto importante nel mio percorso. Mi sono così reso conto che ho imparato non solo da coloro che mi hanno voluto bene, ma anche dalle persone che mi hanno osteggiato.” Federico Faggin è lo Steve Jobs italiano, un idolo, un eroe, per tutti gli scienziati e appassionati di tecnologia. Nato a Vicenza e poi trasferitosi nella Silicon Valley, con le sue invenzioni, dal microprocessore al touchscreen, ha contribuito a plasmare il presente che tutti conosciamo.

In questa autobiografia racconta le sue quattro vite, dall’infanzia ai primi lavori, dalla controversia con Intel per l’attribuzione della paternità del microprocessore, fino al suo appassionato impegno nello studio scientifico della consapevolezza. Quattro vite densissime, di successi e battute d’arresto, di scoperte e cambiamenti, di amici e nemici, che Faggin ripercorre passo dopo passo e arricchisce di aneddoti riguardanti la sua vita privata e di approfondimenti sulle tecnologie inventate.

“Sono nato a una nuova vita ogni volta che, osservando il mondo da insospettati punti di vista, la mia mente si è allargata a nuove comprensioni. Sono nato a nuove vite quando ho smesso di razionalizzare, ho ascoltato la mia intuizione e mi sono aperto al mistero.”

Federico Faggin

Federico Faggin è un fisico, inventore e imprenditore italiano. Nato a Vicenza nel 1941, dal 1968 risiede negli Stati Uniti. È stato capo progetto e designer dell'Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, e lo sviluppatore della tecnologia MOS con porta di silicio, che ha permesso la fabbricazione dei primi microprocessori, delle memorie EPROM e RAM dinamiche e dei sensori CCD, gli elementi essenziali per la digitalizzazione dell'informazione. Nel 1974 ha fondato la Zilog, con cui ha dato vita al famoso microprocessore Z80, tuttora in produzione. Nel 1986 ha co-fondato la Synaptics, ditta con cui ha sviluppato i primi Touchpad e Touchscreen. Il 19 ottobre 2010 ha ricevuto la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l'Innovazione dal presidente Obama, per l'invenzione del microprocessore. Nel 2011 ha fondato la Federico and Elvia Faggin Foundation, una organizzazione no-profit dedicata allo studio scientifico della coscienza, con cui sponsorizza programmi di ricerca teorica e sperimentale presso università e istituti di ricerca statunitensi.


Intervista all'autore

Il microprocessore e il touchscreen, che stanno alla base di tutta la tecnologia che noi abbiamo in mano ogni giorno in oggetti come lo smartphone e il computer, sono sue invenzioni: si era reso conto subito che sarebbero state così rivoluzionarie?
“Mi sono reso conto subito che avrebbero cambiato moltissime cose. Ma devo dire che la realtà ha superato le mie aspettative, non credevo che i microprocessori sarebbero diventati così dominanti: hanno permesso le telecomunicazioni mobili perché il computer nel telefono cellulare è fondamentale. Anche Internet e il telefono intelligente esistono di conseguenza. Neanche gli scrittori di science fiction avevano previsto l’emergere massiccio di Internet. Essenziale è stata l’invenzione della cellularità che si basa sul riutilizzo delle stesse frequenze. Un telefonino racchiude circa cinquanta microprocessori, il meno potente di questi è più potente del primo computer commerciale del 1951 che era grande come un appartamento. Oggi un pezzetto di silicio è diventato l’intero computer. Spesso un sistema intero sta in un singolo chip.”

(Federico Faggin intervistato da Corrado Premuda su Il Piccolo)

Oggi lei è diventato uno dei critici dell’impatto che la tecnologia può avere sulle nostre vite. Crede al bisogno di una regolamentazione?
“Serve uno statuto etico anche se non dobbiamo dimenticare che la domanda è forse più pressante ancora per le biotecnologie che per i robot. Perché la vita è autonoma per definizione e dunque, se scappa di mano, è difficile fermarne l’impatto. Per un robot basta staccare la spina. Non lo dico spesso perché normalmente il discorso ricade facilmente sull’intelligenza artificiale e sulla robotica in relazione all’intelligenza umana ma il problema etico è ancora più rilevante nelle biotecnologie, in parte anche perché non credo che il robot autonomo e autosufficiente sia una realtà: è un’esagerazione di ciò che sarà possibile fare nei prossimi anni. Il tentativo di creare un robot empatico per l’essere umano secondo me finirà nel nulla perché è più facile dare un orsacchiotto di peluche a una persona con l’Alzheimer che fornirgli un robot. Sono proiezioni di proprietà umane che l’oggetto robotico di fatto non ha.”

(Federico Faggin intervistato da Massimo Sideri sul Corriere della Sera)

Nel suo libro affronta spesso il tema della consapevolezza?
“Certamente. La consapevolezza è qualcosa che va al di là della materia. Nel mio modello è la materia che nasce dalla consapevolezza, e non viceversa: tutto l’opposto di quello che vogliono farci credere.”

(Federico Faggin intervistato da Antonio Vecchio su il Resto del Carlino)

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Silicio

Federico Faggin

Silicio

Genere: Biografie e Memoir
ISBN: 9788804712589
312 pagine
Prezzo: € 22,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 30 aprile 2019

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