Peccati immortali

Peccati immortali

Roma. Tra qualche anno. Salvini è caduto, dopo che un barcone di migranti è affondato davanti a un porto chiuso. Ora al governo ci sono il Pd e il Popolo dell’Onestà. Ma il premier è debole, e il nuovo ministro dell’Interno prepara un piano per prendere il potere.

Su questo scenario si apre il giallo. Il cardinale Michelangelo Aldrovandi, l’unico conservatore a essersi conquistato la fiducia del Papa, viene trovato morto in circostanze oscure. Lo scandalo è messo a tacere. Ma Remedios, la suora che lo accudiva, ritrova un telefonino con quattro foto. Che compromettono – per un curioso dettaglio – il leader emergente del Popolo dell’Onestà.

Il telefonino viene rubato. E lo cercano in molti. Per quelle foto, che possono far saltare il governo e il Vaticano, si tenta di uccidere. Si uccide. Ci si uccide. Sulla scena compaiono i servizi, i gendarmi del Papa, un vecchio senatore che sa tutto di tutti, un killer con uno strano vizio e un peso sulla coscienza. E compare una ex spia, Leone Di Castro detto Gricia per la sua voracità, che con suor Remedios forma una coppia di investigatori sottovalutata e quindi sorprendente.

In un vortice di colpi di scena, delitti e situazioni grottesche, drammi e farse, Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone portano il lettore nei bassifondi e nell’empireo della capitale, nei campi della mafia nigeriana e nelle feste dei padroni di Roma, sino alle stanze segrete del potere e in fondo agli abissi dell’animo umano. Il racconto, tra personaggi reali e altri immaginari, consegna il ritratto del nostro Paese, del nostro popolo, del nostro tempo. E quando tutti i nodi sembrano sciogliersi, ecco che si profila la vera minaccia che incombe sulla cristianità.

Recensioni

“In questo romanzo, allegramente sinistro (e viceversa), su Roma come location, magnifica e cadente, del potere, accade di tutto.”

Antonio D’Orrico, Corriere della Sera,

“Un romanzo in cui protagonista assoluta è la realtà, quella italiana di questi nostri giorni. Con nomi e cognomi di coloro che, a diverso titolo, realmente la animano; nomi e cognomi mescolati con quelli usciti dalla fantasia degli autori, proprio perché di un romanzo si tratta, vale a dire di uno di quegli specchi in cui la realtà finisce riflessa, magari un po’ deformata, ma più vera del vero.”

Matteo Collura, Il Messaggero,

“A vincere è ancora una volta la città eterna del compromesso, sospesa tra le volée di Adriano Panatta, le note di Tommaso Paradiso e il fantasma sogghignante di Andreotti. Nessuna salvezza prevista, «il diavolo, mia cara, è sottovalutato». In attesa del Giudizio Universale, l'unica è smezzarsi un tiramisù.”

Raffaella Silipo, La Stampa,

“Un libro magnifico. Con spunti filosofici su cui rimarrete una mezzoretta a riflettere. Tipo questa frasa detta da Gricia a Remedios: «L'uomo è sempre sostanzialmente incolpevole, ma solo perché mai è all'altezza della sua colpa». La trama è intessuta con penna doppia e leggerissima.”

Vittorio Feltri, Libero,

“Una storia torbida che si intreccia con l'ultimo articolo di cronaca politica o con le ultime vicende del nostro Parlamento, in cui gli onesti non sono poi più così onesti e siedono accanto, nel Governo, ai loro demoni. ”

Luigi Bisignani, Il Tempo,

“Un racconto torbido e inquietante di fantapolitica che ha più di un’aderenza all’attuale e contorta situazione politica italiana.”

Gabriele Bojano, Corriere del Mezzogiorno,

“Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone, hanno ritratto il “mondo di mezzo” con perfetta alternanza di situazioni, amare o esilaranti, con personaggi da circo a tre piste, battute e situazioni degne di Fruttero & Lucentini.”

Corrado Augias, Il Venerdì di Repubblica,

“Al dunque, questo sembrano dirci Cazzullo e Roncone: che tutto si consuma, prima o poi: il potere, la fama, le folle osannanti, il codazzo dei clienti e dei servi. Si resta soli e si ricomincia.”

Marcello Sorgi, La Stampa,

“Così l'intrico innescato dalle foto orgiastiche del cardinal Aldovrandi e del ministro cocainomane dell'Onesta con serpente tatuato sul braccio procede a scatti e balzelloni lungo quella stessa traiettoria d'imprevedibile, ma sperimentata promiscuità che si ritrovava - gli autori ne saranno sorpresi - nel formidabile fregio intitolato "Apoteosi dei corrotti" e proiettato clandestinamente, vera e propria incursione di rave art, da un artista veggente come Riccardo Mannelli sulle bianche pareti dell'Ara Pacis nell'autunno del 2008. Visione allegorica alla Fellini. Secondo il quale questa Roma di straordinaria bellezza e di potere guasto altro non era, altro non è, che «un immenso cimitero brulicante di vita».”

Filippo Ceccarelli, Robinson La Repubblica,

“E serio, dunque è anche "Peccati immortali" che sembra uno scherzo, esibisce anche la nebbia spettacolare e disorientante di scena negli spettacoli rock. Gira un lieve buon umore nella narrazione che evita o attenua il tragico e lascia un buon sapore di leggerezza. In questa narrazione così ricca di effetti speciali (psicologici e sorprendenti) l'intenzione apparente dei narratori sembra essere: "Siediti, ti racconto una storia ". Però a volte il mestiere prende la mano ai 2 autori che in realtà sembra che stiano per dire: "Fermati a dare uno sguardo. Perché così vanno le cose". ”

Furio Colombo, Il Fatto quotidiano,

“Caratteri ciclostilati, situazioni da telefilm di serie, dialetto caricaturale, dialoghi melensi. Tutto serve a uno scopo. Mostrare il male nella sua definitività, nella sua purezza primitiva. Un libro sinistro, esattamente quanto vuole essere. Non un giallo, non un romanzo sociale, non una denuncia o un grido. Un cabaret, piuttosto. Una raccolta di macchiette che abbiamo lasciato crescere finché non sono diventate mostri e ci hanno esclusi dalla loro mostruosa realtà.”

Corriere dello Sport,

“Povera Roma. Perennemente schiava di salotti, ricatti, tatuaggi e ribaltoni sempre in agguato. Roma che prima, seconda o Terza (Repubblica) non cambia, immortale nei secoli, con la consapevolezza, questo dice uno dei protagonisti, che «il vero mescolato al falso è un cocktail molto più micidiale delle bugie».”

Valerio Piccioni Roma, La Gazzetta dello Sport,

“Cazzullo e Roncone sembrano volerne rendere consapevoli i lettori, quando danno ai «buoni» intenzioni segretamente maligne e ai «cattivi» un cuore, se non proprio dolce, almeno bonario. Poco importano le distinzioni tra personaggi inventati, come quelli appena descritti, e immaginari: nel libro compaiono con i loro nomi Ugo Sposetti, Adriano Panatta, Dario Franceschini, tra gli altri. L'idea che gli autori sembrano voler suggerire è proprio che il farsesco e il veritiero sono categorie ingenue, per non dire superate, nella squallida e maestosa commedia del potere di oggi.”

Corriere di Bologna,

“In un groviglio di fatti e vicende che neppure il miglior Nero Wolfe riuscirebbe a domare, Cazzullo e Roncone, celando nel presunto giallo le seriosità della politica, del costume e della cronaca, girano vie, piazze, colli, luoghi, circoli, conventi, bar, hotel, ristoranti e palazzi romani - Vaticano, palazzo Madama, colle Oppio, via Sistina, metropolitana, Anagnina e suoi campi rom, convento delle Cistercensi, via dei Coronari, stadio Olimpico, Viminale, Campo dei nigeriani o fabbrica della penicillina, Trastevere, circolo Canottieri, Parioli, via della Conciliazione, ristorante Assunta, Casilina, Castel sant'Angelo e Gianicolo, san Bartolomeo dei Camiciai, Nomentano, palazzo Doriani, Testaccio, Montecitorio, Prati, piazza del Collegio Romano, garage della Magliana, canile Muratella, Tuscolano, san Pietro, hotel Locarno, cimitero del Verano, enoteca Giulio e, per finire, Vaticano e altri luoghi - e li trasformano in titoli per ciascuno dei capitoli destinati a diventare libro.”

Luciano Costa, Brescia Oggi,

Aldo Cazzullo

Aldo Cazzullo (Alba, 1966) è inviato speciale del "Corriere della Sera". I suoi saggi sulla storia e l'identità italiana hanno venduto oltre un milione di copie. Nel 2011 ha pubblicato da Mondadori il romanzo La mia anima è ovunque tu sia.

Fabrizio Roncone

Fabrizio Roncone (Roma, 1963) è inviato speciale del "Corriere della Sera". Con Rizzoli, nel 2016, ha pubblicato il noir La paura ti trova.


Leggi l'approfondimento e le interviste

Dentro una Roma di ‘Peccati immortali’: il nuovo romanzo giallo di Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone

È un libro di cronaca mascherata?
“No, è un romanzo. Che si ispira alla realtà ma la interpreta liberamente. Certamente in un romanzo abbiamo scritto cose che potevamo immaginare ma di cui non abbiamo riscontri e che quindi non potevamo scrivere come giornalisti. Ci sono personaggi reali ma i protagonisti sono di fantasia, e in questi un lettore può anche pensare di riconoscere qualcuno, ma non è un’operazione autorizzata da noi. Ci siamo ispirati a qualche caratteristica o qualche stereotipo legato a protagonisti noti, ma in un personaggio possono essere confluiti elementi di più persone vere: non è un libro di fantapolitica in maschera, è un romanzo che vuole piacere e ricostruire un clima.”

(Aldo Cazzullo intervistato da Osvaldo Baldacci su Il Giornale di Sicilia)

Vi siete divertiti a scrivere insieme?
AC: Molto, però non è stato un gioco, perché amiamo il nostro Paese e lo vorremmo profondamente diverso. Ma un romanzo deve creare un mondo dove ci sono personaggi, luoghi, simboli che facciano sentire il lettore parte dello schema: come diceva Orazio, de te fabula narratur (la favola parla di te).
R: La condizione necessaria per scrivere insieme è fidarsi e affidarsi completamente all’altro. So che Aldo non sposterebbe una sola virgola se non secondo la logica del Bene, del Bello e del Giusto – per citare Kant.

(Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone intervistati da Maria Grazia Ligato su Io Donna)

Raccontate una Roma decadente, infestata da cricche di ogni genere. Ma Roma è così?
“Certo, è la Roma che conosciamo ma che non possiamo raccontare sulle pagine del Corriere. Tranquilli, nessuna censura: anche se veniamo a sapere di un ministro che tira cocaina o di un altro ministro che fa sesso con un cardinale, non possiamo raccontarlo senza avere prove. Abbiamo anche pensato di scrivere anche un saggio. Alla fine, abbiamo scelto il romanzo”.

(Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone intervistati da Marcello Cocco su Unione Sarda)

In effetti tracciate un ritratto duro…
“Ci siamo calati negli abissi dell’animo umano e abbiamo toccato con mano tante brutture. I peccati sono immortali, perché gli uomini sono egoisti e continuano a sbagliare. Ma concludiamo che c’è sempre una speranza di salvezza”.

(Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone intervistati da Nicoletta Sipos su Chi)

Non si erano mai visti condividere un romanzo due giornalisti: categoria che – spesso – viene tacciata di troppo ego. Voi come ci siete riusciti?
Fabrizio Roncone : “È vero che i giornalisti sono sempre presi da se stessi e poco disposti. Ma questo lavoro è nato dentro la campana dell’amicizia, anche se non è sufficiente essere amici per scrive r e i n s i e m e . B i s o g n a affidarsi e fidarsi. Stima, simpatia, complicità e affetto non bastano. Ma io e Aldo ci indigniamo per le stesse cose e ci divertiamo per le stesse cose. E non abbiamo mai smarrito l’idea di essere due giornalisti del Corriere , cronisti della vita politica. Mai smarrito il senso di responsabilità che tutto questo implica. Infatti speriamo che, arrivato all’ultima pagina, il lettore non solo si sia divertito, ma gli rimanga qualche strumento in più per capire i meccanismi del potere, conoscenze che la lettura dei giornali non consentono di apprendere. Perché in un romanzo puoi dire cose che sai che esistono ma che sul giornale non puoi scrivere perché la deontologia professionale chiede pezze d’appoggio. Mentre la fantasia narrativa chiede libertà”.

Aldo Cazzullo : “Oltre l’amicizia occorre una certa capacità mimetica tra gli stili, il mio e il suo. Abbiamo fatto una sintesi. Creando qualcosa di nuovo come in un ping-pong in coppia, una palla di neve che si ingrandisce ogni volta che ce la passiamo. Ma non è stato un gioco: dietro c’è sempre l’amore per questo mestiere, per la letteratura, per il Paese. E la speranza che dopo aver pianto e riso, e provato paura, la lettura possa ingenerare sentimenti positivi di indignazione. Penso a Dante che all’Inferno non disprezzava nessuno più degli ignavi”.

(Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone intervistati su Corriere Fiorentino)

“Ci piace immaginare che il lettore capisca, si fidi di noi – aggiunge Fabrizio Roncone -. Non abbiamo inventato una sola situazione o location . Le cene, gli incontri segreti, le trattative, i ricatti, le minacce sono tutte cose che a Roma accadono in ogni momento. Vogliamo che la gente capisca quali sono le dinamiche con le quali si muove in questo momento la politica italiana. Forse alla fine il lettore si trova arrabbiato, ma noi siamo contenti così, perché l’indignazione è l’anticamera del cambiamento e del riscatto. Ci siamo divertiti a scriverlo, questo libro, ma non è stato un gioco, perché amiamo questo Paese e il nostro mestiere”.

(Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone su Il Corriere della sera)

 

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Peccati immortali

Aldo Cazzullo, Fabrizio Roncone

Peccati immortali

Genere: Gialli e Thriller
ISBN: 9788804719960
264 pagine
Prezzo: € 18,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 24 settembre 2019

Disponibile su: