La terra sta piangendo

La terra sta piangendo

All’alba del 29 novembre 1864 le truppe al comando del colonnello John Chivington attaccarono di sorpresa il pacifico villaggio di Pentola Nera, trucidarono e mutilarono duecento Cheyenne, due terzi dei quali erano donne e bambini. Il massacro di Sand Creek fu il primo degli scontri che incendiarono le Grandi Pianure per circa un trentennio, portando all’esodo forzato degli indiani all’interno delle riserve. Non fu un genocidio, ma una spirale di violenza volta a cancellare una società guerriera e intimamente mistica che mal si conciliava con una nazione in ascesa. Il progresso americano era fatto di ferrovie da costruire, oro da trovare, immense distese da convertire in terreni agricoli. La danza del sole fu soppiantata dal cristianesimo, la caccia al bisonte dall’allevamento dei bovini, il nomadismo dalla stanzialità.

Questa, però, è una visione parziale della conquista dell’Ovest americano. Secondo Peter Cozzens, studioso di storia militare ed esperto di guerre indiane, occorre invece andare più in profondità e far affiorare le ambiguità di tutti i protagonisti, per evitare di cedere all’emozione compassionevole tipica delle narrazioni degli ultimi cinquant’anni sulla resa di capi tribù quali Cochise, Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Gambe di Legno e Toro Seduto. I pellerossa erano una costellazione di clan, spesso in lotta fra loro, non di rado scesi a patti con il «Grande Padre» di Washington per procurarsi sostegno contro i nemici. Le istituzioni furono tutt’altro che monocordi ma, anzi, vacillanti, indecise, deboli e incapaci di tenere a bada i delegati del governo federale sul territorio. L’esercito – mal equipaggiato, stremato dalla guerra civile, corrotto, incline all’alcol e alla diserzione – era composto di uomini arruolatisi per le ragioni più disparate, ognuno con le proprie ambizioni e debolezze. Così l’efferatezza di George Armstrong Custer, il pugno di ferro di William Sherman e la presunzione di Philip Sheridan si mescolarono alla fame di gloria di molte Giacche Blu, ma anche al turbamento di ufficiali come George Crook e Henry Carrington di fronte agli abusi brutali.

Le vittorie indiane nel «massacro Fetterman» e al Little Bighorn, e i successi dei bianchi a Sand Creek e Wounded Knee, diventano quindi tasselli sanguinosi di una scena multiforme, in grado di sfumare i confini tra oppressori e vittime, colpevoli e innocenti.

Basato in larga parte su fonti ancora inesplorate, La terra sta piangendo offre non una, ma tante storie della lunga conquista dell’Ovest, per farci comprendere quanto il dibattito su una delle pagine più violente e complesse della storia americana sia ancora ben lontano da una conclusione.

Peter Cozzens

Peter Cozzens, dopo una lunga carriera presso il Dipartimento di Stato, ha pubblicato numerosi libri sulla guerra civile e sulla conquista dell'Ovest americano. La terra sta piangendo ha vinto il Gilder Lehrman Prize for Military History nel 2017 ed è stato selezionato tra i migliori testi di storia editi nel 2016 dallo «Smithsonian Magazine».


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La terra sta piangendo

Peter Cozzens

La terra sta piangendo

Genere: Storia, Tecnologia e Scienze
ISBN: 9788804686675
640 pagine
Prezzo: € 32,00
Formato: 15,5 x 23,3 - Cartonato con sovraccoperta
In vendita da: 29 maggio 2018

Disponibile su:

Genere: Storia, Tecnologia e Scienze
ISBN: 9788852087479
640 pagine
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In vendita da: 29 maggio 2018

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