La seconda guerra fredda

La seconda guerra fredda

È cominciata la seconda guerra fredda. Sarà profondamente diversa dalla prima. Cambieranno molte cose per tutti noi, nella sfida tra America e Cina nessuno potrà rimanere neutrale. L’economia e la finanza, la scienza e la tecnologia, i valori politici e la cultura, ogni terreno sarà investito dal nuovo conflitto. Dobbiamo smettere di parlare di globalizzazione come se fosse irreversibile: la sua ritirata è cominciata. A quindici anni dai suoi best-seller Il secolo cinese e L’impero di Cindia, Federico Rampini torna ad attaccare gli stereotipi, ci costringe a rivedere i luoghi comuni, ci apre gli occhi. Il mondo è cambiato molto più di quanto gli occidentali si rendano conto.

Il tramonto del secolo americano e la possibile transizione al secolo cinese bruciano le tappe. Ci siamo distratti mentre la Cina subiva una metamorfosi sconvolgente: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell’intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. È all’avanguardia nella modernità ma rimane un regime autoritario, ancora più duro e nazionalista sotto Xi Jinping. Unendo Confucio e la meritocrazia, teorizza la superiorità del suo modello politico, e la crisi delle liberaldemocrazie sembra darle ragione. L’Italia è terreno di conquista per le Nuove Vie della Seta. In Africa è in corso un’invasione cinese di portata storica.

Due imperi, uno declinante e l’altro in ascesa, scivolano verso lo scontro. L’America si è convinta che, «ora o mai più», la Cina va fermata. Chi sta in mezzo, come gli europei, rimarrà stritolato? Nessuno è attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo. Neppure i leader delle due superpotenze hanno un’idea chiara sulle prossime puntate di questa storia, sul punto di arrivo finale. Mettono in moto forze che loro stessi non sapranno dominare fino in fondo.

Pochi anni fa le due superpotenze sembravano diventate quasi una cosa sola, tanta era la simbiosi tra la fabbrica del mondo (cinese) e il suo mercato di sbocco (americano). Quell’epoca si è chiusa e non tornerà. Sta succedendo ciò che molti esperti consideravano impossibile. I dazi sono stati solo l’acceleratore di un divorzio che cambierà le mappe del nostro futuro. Trump può subire l’impeachment o perdere le elezioni nel 2020 ma i democratici che lo sfidano sono diventati ancora più intransigenti con Pechino. La resa dei conti precipita a tutti i livelli. Questo libro è una guida e un manuale di sopravvivenza nel mondo nuovo che ci attende.

Recensioni

“Muovendosi da par suo, da cronista curioso e attento osservatore fra le due sponde del Pacifico, Rampini passa in rassegna le trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche che configurano, a suo dire, un sistema ormai bipolare assimilabile alla "guerra fredda". ”

Ferdinando Fasce, Il Secolo XIX,

Federico Rampini

Federico Rampini, corrispondente della «Repubblica» da New York, ha esordito come giornalista nel 1979 scrivendo per «Rinascita». Già vicedirettore del «Sole-24 Ore» e capo della redazione milanese della «Repubblica», editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, e alla Sda-Bocconi. È membro del Council on Foreign Relations, think tank americano di relazioni internazionali. Da Mondadori ha pubblicato: Il secolo cinese (2005), L'impero di Cindia (2007), L'ombra di Mao (2007), La speranza indiana (2008), Occidente estremo (2010), Alla mia Sinistra (2011), Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo (2012), Banchieri (2013), Vi racconto il nostro futuro (2014), All You Need Is Love (2014), da cui ha tratto uno spettacolo teatrale, L'Età del Caos (2015), Banche: possiamo ancora fidarci? (2016), Il tradimento (2016) e La linea rossa (2017). Ha prodotto e interpretato quattro spettacoli teatrali, da ultimo Trump Blues con suo figlio Jacopo. Ha realizzato un ciclo televisivo a puntate per Rai Storia, Geostorie.


Leggi l'approfondimento e le interviste

Usa-Cina: la seconda guerra fredda raccontata da Federico Rampini

In questa nuova guerra fredda, noi che fine faremo? È giustificato l’allarme per le incursioni cinesi in Italia?
“Nella seconda guerra fredda, come nella prima, ricavarsi spazi di autonomia sarà un esercizio ad alto rischio. Il mondo va verso un nuovo bipolarismo, America e Cina usano linguaggi diversi ma entrambe ci chiedono di scegliere da che parte stare. L’allarme sui porti di Genova e Trieste è giustificato. Meno legittime sono le critiche che Bruxelles e Berlino rivolsero a Conte quando firmò il Memorandum sulle Vie della Seta: il gesto simbolico forse fu incauto, ma la Germania si è venduta ai cinesi molto prima di noi e in maniera più sostanziale. L’Europa avrebbe bisogno di regole comuni per filtrare gli investimenti cinesi. Non le ha, questo apre varchi sia alla penetrazione di Xi Jinping sia ai ricatti americani.”

(Federico Rampini intervistato da Silvia Truzzi su Il Fatto Quotidiano)

La Cina è una risorsa o una minaccia?
“Può essere vista in entrambi i modi. L’Europa, oggi fragile, deve decidere che cosa fare e come rapportarsi con la Cina dove ambizione e tenacia non mancano. Con il grande apporto della forza femminile: ricordiamo che la Cina è uno dei paesi dell’Asia dove le donne hanno maggiori tutele in confronto ad altri. Una cosa è certa: se un tempo un cittadino europeo per avere gli occhi aperti sul mondo e sul futuro aveva l’obbligo di viaggiare spesso negli Stati Uniti, adesso probabilmente bisogna andare in Cina. È una Cina ben diversa da quella che ho raccontato 15 anni fa. È lì che si gioca il destino dell’umanità.”

(Federico Rampini intervistato da Silvia Allegri su L’Arena di Verona)

Eccoci al cuore del libro: la seconda guerra fredda.
“Oggi la Cina è in grado di effettuare il sorpasso in certi settori, come nelle tecnologie avanzate. Non è più la Cina che copia, ma che innova. Sta raccogliendo i frutti di un grande progetto di emancipazione: brava e spregiudicata al tempo stesso. Il suo popolo, gli imprenditori e i governanti hanno resuscitato antichissime tradizioni che avevano fatto dell’Impero Celeste la potenza più ricca del pianeta. Talento e determinazione, furbizia e cinismo: ci hanno battuti al nostro stesso gioco, talora barando. L’America all’improvviso s’è resa conto che la sua supremazia era in pericolo: sta correndo ai ripari, prende contromisure. È il preludio della seconda guerra fredda”.

(Federico Rampini intervistato da )

Lei sottolinea come il mondo oggi sia sempre più bipolare: da una parte gli Stati Uniti, dall’altra la Cina. Quale sarà il ruolo dell’Iran, dunque?
“Con un impero americano tendenzialmente in declino e una Cina che si candida a essere la prossima potenza imperiale tutti cercano di trarre il massimo vantaggio e rafforzare la propria posizione. E in questa transizione turbolenta l’Iran è una di quelle medie potenze che hanno ispirazioni egemoniche nella loro area e si comportano come un piccolo impero. Pensiamo alla nostalgia per un dall’impero persiano degli ayatollah, all’impero ottomano di Erdogan e all’impero zarista di Putin. Non c’è dubbio che le liberaldemocrazie sono in sofferenza. È uno dei temi centrali del mio libro.”

(Federico Rampini intervistato da )

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La seconda guerra fredda

Federico Rampini

La seconda guerra fredda

Genere: Politica e Attualità
ISBN: 9788804718734
240 pagine
Prezzo: € 19,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 5 novembre 2019

Disponibile su:

Genere: Politica e Attualità
ISBN: 9788852098598
240 pagine
Prezzo: € 5,49
Formato: Ebook
In vendita da: 5 novembre 2019

Disponibile su: