La metà del cielo

La metà del cielo

Dentro la piccola comunità di un borgo dell’Italia centrale, dentro l’incombente senso di vuoto che segue la stagione felice dell’amore e dell’impegno politico, dentro le piccole cose della vita famigliare entra la grandezza devastante della morte. Patrizia, la moglie di Angelo, muore a soli 42 anni. Lui, ossessionato dai fallimenti, economici e morali, si muove incerto nel nuovo presente. Son passati dieci anni ma la memoria torna alla malattia, a come si è manifestata, a come ha dettato il suo protocollo. La narrazione mescola, per piani sfalsati, l’esperienza del dolore e quella della ricostruzione, l’apparire di una nuova figura femminile e l’asfissia provinciale, le fughe, i ritorni e la smemorante esperienza alcolica.

Angelo Ferracuti insegue con pazienza i fatti, la cruda cadenza dei fatti, torna alle forme del desiderio, dell’intesa, dei silenzi, e di una nuova ritrovata complicità. Siamo ospitati con garbo, senza patetismi, dentro una storia che diventa quasi nostra e che dice, fra strazio e calore, quanta vita c’è oltre lo strappo del vuoto.

Recensioni

“Realtà e finzione si mescolano, si intrecciano, si scambiano, si completano e compongono' L’altra metà del cielo'.”

Simone Govoni, La Nuova Ferrara,

“Il libro di Ferracuti è tutto questo: è l'attraversamento di un dolore e un tentativo di ricostruzione dal momento in cui, in un pomeriggio prenatalizio, mentre passeggia per la piazza principale di una città cupa e deserta della provincia marchigiana, attraversata da pochi fantasmi chiusi nei loro paltò, squilla il cellulare e la voce della figlia «perentoria, senza nessuna particolare inclinazione, meccanica» dice: «Babbo, mamma è morta, ha smesso di respirare poco fa, torna a casa». Come Joan Didion, Ferracuti si trova a mettere in atto strategie di sopravvivenza, ad affrontare un presente imprevisto nonostante la morte fosse prevista. ”

Cristina Taglietti, La Lettura Corriere della Sera,

“La metà del cielo è, di fatto, un reportage sulla propria vita. È unico per questa ragione. Ferracuti conduce un'inchiesta vera e propria, si mette alla ricerca dei documenti, delle testimonianze di chi c'era e per questo può aiutarlo a riportare ciò che è vero sul foglio. Patrizia, prima di tutti ma anche se stesso, sono i luoghi da cui torna per raccontare: «Provo tenerezza, per quell'uomo, ma sono contento di non essere più lui». Chi si mette in viaggio per raccontare sa di correre un rischio, perché non tutto dipende da lui: la realtà è un animale vorace, si prende chi vuole, non fa concessione se non a ciò che è essenziale. ”

Andrea Bajani, Il Manifesto,

“Con La metà del cielo libro fatto con il dolore e con la luce, Angelo Ferracuti, che è uno dei migliori autori italiani e che giustamente come tale è da tempo reputato, consegna ai lettori un’opera che è al tempo stesso la sua maggiore e a occhio e croce una delle più cospicue tra quelle pubblicate dalle nostre parti nell’ultimo lustro.”

Simone Gambacorta, La Città,

“Si tratta di una sorta di anamnesi su se stesso, che mette in fila l’illusione dell’immortalità dorata della gioventù e le debolezze dell’età più matura, le speranze e le canzoni amate e i viaggi e gli incontri, i tristi tramonti degli ideali e la trasgressione nabokoviana per la Lolita, il fantasma del fallimento nella storia del nonno Angelo e il timore di ritrovarsi anch’egli sconfitto nelle ambizioni di scrittura che faticano a vedersi premiate.”

Generoso Picone, Il Mattino,

“Un passo nel passato, uno nel presente e uno nel domani, Ferracuti, tra malinconia, dolore e ricostruzione, scrive un libro che non è solo elaborazione del lutto, ma un rappacificarsi con la memoria affollata di una vita che non c'è più.”

Isabella Spagnoli, La Gazzetta di Parma,

“Ferracuti è reporter per vocazione prima che per scelta, e le sue doti narrative guadagnano il passo migliore se poggiano sull'esperienza diretta delle cose, dei paesaggi, degli esseri. In tempi di evasioni virtuali, profili online e astratte elucubrazioni, lo scrittore marchigiano continua a rimanere dalla parte del realismo - l'intramontabile realismo, non un capitolo di letteratura ma la sua necessaria radice umana, la sua sostanza legata stretta all'esperienza percettiva, qualsiasi mondo voglia aprirci. ”

Vincenzo Maria Oreggia, Il Cittadino di Lodi,

Angelo Ferracuti

Angelo Ferracuti è nato nel 1960. Ha pubblicato Attenti al cane (Guanda, 2000), Le risorse umane (Feltrinelli, 2006, Premio "Sandro Onofri"), Viaggi da Fermo (2009), Il costo della vita (Einaudi, 2013, Premio "Lo Straniero"), Andare, camminare, lavorare (Feltrinelli, 2015), Addio (Chiarelettere, 2016). Scrive su "il manifesto", "La Lettura" del "Corriere della Sera", "Il Venerdì" di Repubblica, e collabora con Radio Tre.


Intervista all'autore

La cosa più consolatoria del libro?
“Ricordare i momenti di grazia, quando tutto era oro. Innamorarsi, andare a vivere insieme, mettere al mondo due figlie, viaggiare. Quelli delle vite di tutti”.

(Angelo Ferracuti intervistato da Eleonora Molisani su TU Style)

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La metà del cielo

Angelo Ferracuti

La metà del cielo

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788804716907
216 pagine
Prezzo: € 18,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 8 ottobre 2019

Disponibile su:

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788852097522
216 pagine
Prezzo: € 9,99
Formato: Ebook
In vendita da: 8 ottobre 2019

Disponibile su: