I ragazzi della Nickel

I ragazzi della Nickel

Primi anni Sessanta, Florida. Il movimento per i diritti civili sta prendendo piede anche a Frenchtown, il quartiere afroamericano della capitale, ed Elwood Curtis, un ragazzino cresciuto dalla nonna, si forma sugli insegnamenti di Martin Luther King. Il suo grande sogno è frequentare il college e iniziare la sua nuova vita, ma proprio il primo giorno di scuola accetta un passaggio su un’auto rubata. Pur non c’entrando nulla con il furto, Elwood viene spedito alla Nickel Academy, una scuola-riformatorio per soli maschi la cui missione è trasformare il piccolo delinquente in “un uomo rispettabile e onesto”. Questo sulla carta. Perché nei fatti la Nickel Academy è un vero e proprio viaggio all’inferno.

Dopo La ferrovia sotterranea, il capolavoro letterario che gli è valso il Pulitzer e il National Book Award, Colson Whitehead scrive un nuovo romanzo magistrale facendo luce ancora una volta su un angolo buio di storia americana.

Recensioni

“Così come aveva fatto con "La ferrovia sotterranea", Whitehead parte dalla storia per approdare al romanzo, raccontando attraverso un'opera di finzione gli angoli più bui del proprio Paese. Da amante di Gabriel García Marquez, il genere letterario con cui ama misurarsi è il realismo magico, di cui è maestro sin dai tempi dell'esordio con "L'intuizionista". Ancora prima dell'arrivo in libreria, "I ragazzi della Nickel" fa già parlare di sé: "Time" ha dedicato la copertina dell'8 luglio proprio a Whitehead, osannandolo come "narratore d'America", lo scrittore "che porta i lettori in un presente inquieto" attraverso un lavoro di scavo nel passato [...] Con "I ragazzi della Nickel" Colson Whitehead, protagonista a settembre del Festivaletteratura di Mantova, prosegue questo percorso di riappropriazione dell'identità afroamericana: narrare il passato tragico per cercare di vivere in pace il presente, ricostruire la "tradizione del nero", come la definiva James Baldwin, e riconferirle la dignità schiacciata. ”

Marco Bruna, La Lettura,

“In tempi in cui la dialettica tra le leggi e i crimini contro l’umanità si riapre, I ragazzi della Nickel, scarno, perfetto, incentrato sull’abuso senza mai mostrarlo (lo evoca attraverso dettagli narrativi, per esempio lo schiocco della cinghia sui corpi, lasciando l’osceno fuori scena, come nelle tragedie greche), attraverso la finzione, e con il nitore di un classico, restituisce la dignità di un racconto ad alcuni dei tantissimi neri oppressi nei secoli.”

Rosella Postorino, La Stampa,

“Il romanzo è tra i migliori di Whitehead, maestro ancora una volta nel trasformare i momenti più bui della storia americana in grande letteratura.”

Tiziana Lo Porto, D la Repubblica,

“Il passaggio dalla vicenda reale, circoscritta a un luogo e a un momento fattuali, a quella letteraria è uno dei punti di forza di questo bel romanzo che si fa racconto esemplare per restituire voce a chi non l’ha avuta e rendere partecipi tutti gli altri dei fatti accaduti, affinché non se ne perda il ricordo. ”

Antonella Francini, Il Manifesto,

“Testimoniando per i testimoni, lo scrittore statunitense costruisce uno spazio di invenzione in cui la verità storica guadagna uno statuto di verità diversa: verrebbe quasi da dire superiore, perché i ragazzi della Nickel non sono solo Elwood, Jamie il messicano e gli altri. Sono tutti quelli di cui nessuno racconta, vivi o sepolti, in ogni caso dimenticati.”

Paolo Di Paolo, Robinson,

“Whitehead governa con grande perizia l’innesto tra storia e finzione, con una lingua che lambisce il reportage giornalistico senza perdere in letterarietà.”

Cristina Taglietti e Giulia Ziino, 7 - Corriere della Sera,

“È fiction, di grandissimo impatto emotivo, costruita come una cronaca essenziale. E svela la realtà del cuore di tenebra americano con una forza che toglie il fiato.”

Antonio Calabrò, Il Piccolo di Trieste,

“Come si diventa «il narratore d'America»? Whitehead, naturalmente, non lo sa. «Forse bisogna essere stato un nerd» ride. Nato a Manhattan da genitori molto agiati (gli antenati era no schiavi in Virginia, riscattati, liberati e portati al Nord), Colson era un ragazzino che leggeva fumetti, fantascienza e Stephen King («volevo diventare lo Stephen King nero»). Fu ammesso a Harvard e si laureò in letteratura («ero uno studente diligente»), fece il giornalista al Village Voice e poi si dedicò seriamente a imparare il mestiere di scrittore.”

Enrico Deaglio, Il Venerdi di Repubblica,

“Una narrazione classica e diretta, semplice in un certo senso, eppure più la sua voce è scarna, più diventa efficace e colpisce al cuore. E il segno di un talento fuori dal comune. ”

F,

“Whitehead scava modernamente senza fatalismi, lasciandoci ancora la sensazione che i veri cambiamenti, come spesso accade, crescano assai dinamicamente con attenzione ma soprattutto in silenzio. Mentre le rivoluzioni sbandierate, sovente prive di un vero sostrato eversivo, incontrano gli insuccessi, ora più che mai, non solo in campo letterario. ”

Fabio Striani, Rumore,

Colson Whitehead

Colson Whitehead (New York, 1969) è uno scrittore statunitense, vincitore con i suoi libri di numerosi premi. Il suo ultimo romanzo, La ferrovia sotterranea (2016), si è aggiudicato sia il premio Pulitzer sia il National Book Award ed è stato un successo mondiale.


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‘I ragazzi della Nickel’: il nuovo atteso libro di Colson Whitehead

“Se devo definire in che cosa consista il lavoro del libro, si tratta di qualcosa di molto simile all’archeologia: riportare alla luce cose che sono rimaste a lungo nascoste, letteralmente seppellite. Quello che racconto non è un fatto isolato: proseguendo nelle ricerche mi sono reso conto di quanti luoghi esistessero dove sono state perpetrate, con la benedizione dello Stato, simili atrocità. Ma c’è una differenza, perché sono uno scrittore, e se prendo ispirazione dalla realtà, poi la fase che più mi interessa è quella dell’invenzione dei personaggi. Ho trovato un punto diriferimento nella realtà: la scoperta delle atrocità commesse in un istituto di correzione per minori della Florida, la Dozier School for Boys. Ma non sono né un archeologo, ovviamente, né un giornalista o uno storico. Per questo motivo, ho esercitato la facoltà che compete a un romanziere, che è l’immaginazione, inventando un luogo, la Nickel Academy, che non è mai esistito pur assomigliando a molti luoghi reali.”

Colson Whitehead intervistato da Emanuele Trevi, La Lettura

“Quando mi imbatto in uno spunto, mi preoccupo anzitutto di renderne plausibile lo sviluppo. A volte questo comporta l’introduzione di un elemento fantastico, come accadeva nella Ferrovia sotterranea ; altre volte le fonti storiche vengono seguite in modo più ravvicinato, come nei Ragazzi della Nickel . Per quanto mi documenti, non dimentico di essere pur sempre un narratore. Il mio compito consiste nel trovare le parole che rendano credibile la vicenda che sto raccontando.”

Colson Whitehead intervistato da Alessandro Zaccuri, Avvenire Trevi

“Ha parlato con gli ex allievi superstiti?”
“Non mentre scrivevo, volevo creare i miei personaggi. Ma quando il romanzo è stato annunciato, hanno iniziato a cercarmi. Se il libro tocca anche solo un frammento della loro verità, non posso che esserne contento”.

Colson Whitehead intervistato da Francesca Bussi, Elle

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I ragazzi della Nickel

Colson Whitehead

I ragazzi della Nickel

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788804713227
216 pagine
Prezzo: € 18,50
Formato: Cartaceo
In vendita da: 3 settembre 2019

Disponibile su: