Forte respiro rapido. La mia vita con Dino Risi

Forte respiro rapido. La mia vita con Dino Risi

Un figlio, un padre, un redde rationem. Il figlio torna sui suoi passi, lungo il percorso in cui è diventato figlio, lungo le svolte che l’hanno liberato dal padre, e infine al sentiero solitario in cui è tornato al padre. Non siamo di fronte a un padre qualunque, e neanche a un figlio qualunque. Dino Risi è il regista che ha arricchito di storie, di emozioni, di immagini la cosiddetta “commedia all’italiana”. Marco Risi è il giovane che ha sfidato il padre sul suo stesso terreno e si è aperto una strada sua. Si può essere figlio e sentire il padre anche come un maestro? Va da sé che il racconto finisce per accendere le luci in sala. Torna il cinema. Torna il grande cinema. Le relazioni, le battute fulminanti, becere e folgoranti, le amicizie, le conversazioni, Mastroianni, Fellini, e le donne, tante donne, leggendarie, un eros ossessivo che si snoda per tutta la ricognizione narrativa come una luce, come una magia, anche minacciosa. Dolente doppio del padre, si muove fra queste pagine un Vittorio Gassman inedito, sofferente e piegato su di sé. Ne esce una storia che sta fra l’epica (del cinema) e la commedia: si coglie presto come la vitalità del cinema fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta dipendesse da un clima di intesa, di coesione, magari anche di conflitto, ma tutti – tutti – erano sullo stesso palcoscenico. E in mezzo a questo sciamare di personaggi, di episodi memorabili, in mezzo a un’Italia che non c’è più, ecco lo spirito guida: il rapporto padre-figlio, e il venir meno dei padri, il morire, l’assenza. Qui c’è un padre che talora lascia la frase incisa nell’aria (“Non farlo, quel film”). E con la frase si incide un personaggio indimenticabile, severo e infedele, disincantato ed elegante. Un principe mordace. E nel rifluire di vicende, complici il caos della memoria e una straordinaria pulizia di affetti, emerge la semplice verità dell’essere vivi, o dell’esserlo stati.

Recensioni

“Forte respiro rapido ha come sottotitolo La mia vita con Dino Risi , ma non è una biografia del padre, se non in controluce, nel senso che c'è più Marco che Dino, un'autobiografia, insomma. La cosa è più che comprensibile: non è un ragazzo a raccontare, ma un uomo che intanto a sua volta è diventato padre e si ritrova con un padre che, senza farglielo troppo pesare, va accudito, è diventato di fatto come un figlio, fragilità e paure, consapevolezza della fine e stanchezza del vivere quando il vivere non ti porta più gioie e neppure più malinconie, ma solo l'inutile scorrere dei giorni. Si sono, insomma, invertite le parti e, soprattutto, c'è chi ha ancora un cammino davanti e chi ormai può solo voltarsi indietro. ”

Stenio Solinas, Il Giornale,

“Questo diario per interposta persona al momento giusto è diventato una miniera di ricordi alla quale attingere per questo ritratto di un padre straordinario, che all'apice della carriera artistica, fra gli anni Sessanta e i Settanta, divenne probabilmente il più acuto, disincantato perfido osservatore della società italiana. Ed ebbe tutto il tempo, come accade a certi grandi, di assistere al tramonto di un'epoca che aveva segnato in maniera così indelebile con la sua opera. ”

Emanuele Trevi, La Lettura del Corriere della Sera ,

“Dino Risi ritorna non da regista acclamato, ma da genitore pieno di fragilità, non da Maestro e basta, ma da uomo a confronto con i problemi dei sentimenti; e Marco si ritaglia un ruolo da figlio talvolta spaventato, rabbioso, ribelle, ma guidato da quel senso di riconciliazione che l'età, per fortuna, regala spesso a chi decide di guardarsi indietro con occhi attenti per ritrovare un senso all'accumulo esistenziale dei nostri pregi e dei nostri difetti. Dino Risi è tornato, baciato dall'amore di un figlio intelligente. Ed è ancora una volta un grande successo.”

Enrico Vanzina, Il Messaggero,

“I due si capiscono al volo, è Il sorpasso, sono il Bruno Cortona di Gassman e il Roberto Mariani di Trintignant. Ricordi sì, utili a levigare gli ultimi anni fatti della durezza della vecchiaia, ma soprattutto rappresentano la forma precisa di quella verità sottile di cui è fatto un incontro tra padre e figlio. L 'amore irriducibile di un figlio verso il padre e quello irrinunciabile di un padre verso il figlio. Non per forza gli anni più belli, ma quelli fatti di respiri forti e rapidi, fino alla fine. Forte respiro rapido sono le ultime parole annotate sul suo diario da Dino Risi.”

Giacomo Giossi, Il Foglio,

Marco Risi

Marco Risi nasce il 4 giugno 1951. Esordisce nel cinema nel 1982 con Vado a vivere da solo seguito da altre due commedie sempre con Jerry Calà. Con Soldati - 365 all'alba (1987) vira verso un cinema d'impegno civile che continua con Mery per sempre (1989) e Ragazzi fuori (1990), Il muro di gomma (1991) e Il branco (1994). Del 1998 è il grottesco L'ultimo capodanno tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti. Negli anni Duemila realizza, fra gli altri, Tre mogli, Maradona - La mano de Dios e Fortapàsc, sulle drammatiche vicende che hanno visto protagonista il giovane giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra.


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Forte respiro rapido. La mia vita con Dino Risi

Marco Risi

Forte respiro rapido. La mia vita con Dino Risi

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788804721840
264 pagine
Prezzo: € 18,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 4 febbraio 2020

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