Andate tutti affanculo

Andate tutti affanculo

Questo è un romanzo anti-biografico. Appino, Ufo e Karim – voce e chitarra, basso e batteria degli Zen Circus – prestano i nomi e la vita a una storia che potrebbe essere una delle loro canzoni. Realtà e finzione si rincorrono in questo rocambolesco romanzo che racconta la nascita di una famiglia disfunzionale, quella di un gruppo di ragazzi che attraverso la musica cercano di definire se stessi, e la generazione di vecchi senza esperienza dalla quale vogliono fuggire.

Dal primo concerto durante un’occupazione scolastica al primo tour, fatto di viaggi in camper e notti sotto le stelle a smaltire le sbronze; dalle canzoni scribacchiate durante le seghe da scuola al primo album vero e proprio; dai primi innamoramenti ai primi scottanti abbandoni; dalle prime amicizie fraterne alle bugie capaci di farle vacillare.

Sullo sfondo di questa storia di prime volte ci sono un’Italia a cavallo fra due millenni – gli anni Novanta del berlusconismo e delle controculture, gli anni Zero del G8 di Genova e dell’11 settembre – e una provincia che, con i suoi lavori mal pagati, le sue famiglie scoppiate e le sue “ragazze eroina”, crea dipendenza, frustrazione e rabbia. Ma anche un amore cieco e disperato per la libertà.

Recensioni

“Qui la musica è tutto. Il sogno, il desiderio, la speranza. L’ossessione, l’amore, la salvezza. Ma il libro è anche la storia di un ragazzino timido che amava i Nirvana, dei suoi amici altrettanto tormentati e di una famiglia sempre pronta a trasformarsi in tempesta. Una autobiografia molto rock, anzi parecchio punk, ma trapiantata nella struttura di un romanzo di formazione, dove il mal sottile del vivere in provincia gioca con i grandi fatti globali, Falcone, il G8 di Genova, le Torri Gemelle.”

Marco Bracconi, la Repubblica,

“ll libro racconta un mondo lontano, quello della provincia italiana negli Anni 90, prima di Internet e con pochi telefonini, soprattutto prima dei social. Un mondo in cui si scoprono i Nirvana quando un amico ti passa le cuffie del walkman, e certi suoni, certe band e certa musica cambiavano la vita anche perché sembravano arrivare dal nulla, dall’altra parte della luna.”

Piero Negri, La Stampa,

“Con Amerighi, gli Zen hanno trascorso un anno a ricordare con assoluta sincerità, senza nascondere i fallimenti (il tour con Brian Ritchie dei Violent Femmes), gli sballi, le crisi personali o di gruppo, riportandoli in un romanzo a 8 mani: «La sincerità - taglia corto Appino - è la matrice delle nostre canzoni. Credo che una delle cause della mancanza di empatia sociale sia legata al nascondere gli errori e a portare a galla, complici i social, la parte più costruttiva della vita. È importante ricordare che siamo fatti di sbagli. Perché, come dice Dalla in Henna, è il dolore che ci cambierà»”

Fulvio Paloscia, La Repubblica,

“Ci sono scrittori che provano a comporre canzoni. E autori di canzoni, tanti, che poi si mettono a scrivere libri. Band che indugiano in biografie e canzoni stesse che diventano biografie. Quello che mancava, e che ora c'è, era un romanzo che inizia biografia e poi diventa altro: «Una prosecuzione in altra forma di una nostra canzone, come se fosse il brano più lungo mai scritto». La definizione è di Massimiliano Schiavelli in arte Ufo, professione bassista di enorme talento.”

Corriere Fiorentino,

“Trecento pagine e passa molto romantiche e rock’n’roll, dove tutto quello che succede è successo davvero, ed è la storia di una rosetta di provinciali, adolescenti emarginati che negli anni Novanta – mentre nasce il grunge e il punk diventa punk rock e Kurt Cobain s’ammazza e si capisce che la storia non finirà – fondano una band.”

Simonetta Sciandivasci, Il Foglio,

“Va da sé che non tutti gli eventi rievocati sono veri al 100% (anzi, alcuni sono proprio inventati), ma questo non può e non deve essere un problema perché quello che non è accaduto agli Zen Circus è sicuramente successo a qualche altra band. Insomma, ciò che conta non è la totale aderenza alla realtà dei fatti bensì la loro credibilità, oltre naturalmente allo spessore e alla gradevolezza della prosa. Obiettivi che Amerighi ha centrato alla grande, equilibrando bene le riflessioni serie (talvolta toccanti) e la necessità - ineludibile, vista la materia trattata - di intrattenere divertendo; un "romanzo anti-biografico" che si potrebbe anche catalogare come "di formazione (musicale)", nel quale ogni artista "indie" della stessa generazione (specie se di provincia) si riconoscerà, e che ha tutto ciò che occorre per essere capito e amato pure da chi non ha mai preso uno strumento in mano.”

Federico Guglielmi, Blow Up,

The Zen Circus

Gli Zen Circus (Andrea Appino, Massimiliano Ufo Schiavelli e Karim Qqru) sono una delle più longeve e importanti band indipendenti italiane. Formatisi a Pisa negli anni Novanta, in vent'anni di carriera hanno realizzato dieci album e suonato oltre mille concerti. Il loro primo disco interamente cantato in italiano, Andate Tutti Affanculo (2009), è stato inserito da "Rolling Stone" nella lista dei 100 dischi italiani più importanti di sempre. La costante e graduale crescita della band negli anni è un singolare caso della discografia italiana moderna, che li ha portati nel 2019 a partecipare per la prima volta al Festival di Sanremo e a ricevere il primo Disco d'oro.

Marco Amerighi

Marco Amerighi (Pisa, 1982) è laureato in Letteratura spagnola e ha conseguito un dottorato in Letterature straniere moderne. Vive a Milano, dove lavora come traduttore letterario per varie case editrici. Le nostre ore contate, il suo primo romanzo (Mondadori, 2018), ha vinto il premio Bagutta Opera Prima.


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‘Andate tutti affanculo’: la playlist degli Zen Circus per il loro nuovo romanzo

“È la nostra storia, ovviamente, ma messa al servizio di un’idea narrativa: alla fine si tratta di un romanzo di formazione. C’è molta musica, ma non troppa: riguarda soprattutto la vicenda umana di tre ragazzi e rappresenta una specie di prequel di quello che di noi si conosce meglio, perché finisce quando – tornati dall’Australia – decidiamo di fare un disco tutto in italiano e chiamarlo “Andate tutti affanculo”, che diventa non a caso il titolo del libro.”

The Zen Circus intervistati da Alberto Campo, la Repubblica

Che gestazione ha avuto il libro?
“Come sempre succede con il nostro lavoro, arriva semplicemente il momento. Tutto quello che c’è nel libro è un esperimento di razionalizzazione di anni di chiacchiere nelle ore interminabili trascorse in furgone durante i tour. Quando provavamo a ricostruire la nostra carriera, i nostri sogni, i tanti incontri, le passioni, le scelte che ci hanno fatto diventare quello che siamo oggi”.

The Zen Circus intervistati da Pierfrancesco Pacoda, Il resto del Carlino

Quale il messaggio del romanzo?
“È che ognuno di noi cerca di costruirsi un’altra famiglia, di amici o persone che condividono ideali o passioni. Il libro parla soprattutto della voglia di darsi un’identità unendosi a qualcun altro che ha le tue stesse debolezze, i tuoi gusti e un grande amore della libertà”.

The Zen Circus intervistati da Maurizio Costanzo, La Nazione

 

 

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Andate tutti affanculo

The Zen Circus, Marco Amerighi

Andate tutti affanculo

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788804708698
324 pagine
Prezzo: € 19,00
Formato: Cartaceo
In vendita da: 10 settembre 2019

Disponibile su:

Genere: Narrativa Contemporanea
ISBN: 9788852097058
324 pagine
Prezzo: € 10,99
Formato: Ebook
In vendita da: 10 settembre 2019

Disponibile su: