Ottiero Ottieri

Ottiero Ottieri

Ottiero Ottieri (Roma 1924 – Milano 2003) esordisce nel 1954 con Memorie dell’incoscienza, opera in cui rivive le traumatiche esperienze della guerra. Già a partire dal romanzo successivo, Tempi stretti (1957), individua uno specifico terreno d’indagine nel mondo alienato e stravolto dagli ingranaggi della tecnologia. In questo filone si colloca la sua opera più nota, Donnarumma all’assalto (1959), sulla caotica industrializzazione del Sud, mentre in La linea gotica (1962) e L’impagliatore di sedie (1964) compare l’altro filone della sua ispirazione, cioè l’appunto clinico. All’attenzione per il mondo industriale vanno ascritti L’irrealtà quotidiana (1966), Il campo di concentrazione (1972), Il divertimento (1984). Viaggi negli abissi della psiche malata sono anche le raccolte di versi Il pensiero perverso (1971) e La corda corta (1978). La centralità autobiografica di una “follia” sofferta e difesa ispira l’opera poetica successiva: L’infermiera di Pisa (1991), Il palazzo e il pazzo (1993), La psicoterapeuta bellissima (1994), Poema osceno (1996), in versi e in prosa. Recentissimi sono De morte (1997), Una tragedia milanese (1998), Cery (1999), Un’irata sensazione di peggioramento (2002).

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