Voce all’autore: Rocco Tanica racconta Lo sbiancamento dell’anima

di Redazione Libri Mondadori

Lo humour è sempre stato di casa in casa nostra. Mio padre raccontava le barzellette più brutte che abbia mai sentito, come quella del contadino che dice le parolacce al fuochista di una locomotiva così quello gli tira addosso pezzi di carbone e lui li usa per la stufa (e la barzelletta termina lì). Credo di avere preso da lui. Mia madre è spiritosa, senza bisogno di grandi sparate; fra i suoi meriti c'è quello di avermi sempre fatto notare quando una battuta, mia o altrui, meritava di essere ricordata e riutilizzata.

La vita di Rocco Tanica (come non l'abbiamo mai letta)

Se c'è una dote che sicuramente non manca a Rocco Tanica è la capacità di raccontare storie.
Musicista, scrittore e conduttore televisivo, imprenditore, una personalità inconfondibile, Tanica ha ora messo per iscritto un racconto del tutto singolare della propria vita nel suo nuovo libro Lo sbiancamento dell'anima.


55 anni e altrettanti episodi da scoprire seguendo il flusso libero del pensiero, le associazioni della memoria, le battute più graffianti, i dialoghi con se stesso e con gli altri. 
È più di una biografia, è un brillante esercizio di improvvisazione musicale che si muove tra i ricordi, le pagine di giornale, i copioni televisivi, le fotografie, le canzoni.

Agli episodi di vita vissuta si alternano storie inventate che parlano di Dio, di commedia, di corse clandestine e di tanto altro. Due anime del libro costantemente a dialogo: un lato "episodi e fattarielli" realmente accaduti, dall'altro "infingimento, fantasia o panzana". Tanta fantasia, soprattutto.

Una struttura intertestuale percorsa dallo humour inconfondibile di Rocco Tanica, una storia che "attraversa decenni e ricordi con l’andamento di una colonna sonora bizzarra" suonata su una tastiera dell'anima. 

Il lettore si districa tra note (quelle musicali e quelle a piè di pagina), formule matematiche, nozioni umanistiche, considerazioni filosofiche.
Ma più di tutto si mette comodo ed entra dentro la vita dell'autore godendosi ogni passo di questo imprevedibile percorso. 

Rocco Tanica

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Dal 3 dicembre 2019 in libreria, PlayStation Store, Steam, Lidl. Dal 12 novembre nelle migliori prevendite. Versione base €19. Con piastra neurale €234,99. Versione Thetan Operante (OT) €59.000

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Obiezioni, fattarelli e tanti sprazzi:
Rocco Tanica racconta Lo sbiancamento dell'anima



Un bilancio
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Scrivo queste righe quando Lo sbiancamento dell’anima è già uscito e diverse persone lo hanno letto o lo stanno leggendo. Alcune di esse mi hanno riportato le loro impressioni, positive perlopiù. Pilucco tra quelle negative: «È troppo lungo».
Mia obiezione di ritorno: è lungo sì, ma è anche largo; così il difetto si attenua. «Ci sono molte parolacce». Vero in parte: ce ne sono, ma “molte” è un’esagerazione.


Ho fatto un calcolo e si tratta di meno dello 0,003 per cento del totale, quantità trascurabile se pensiamo anche solo alla Divina Commedia che contiene: m**rda (canto XVIII, quando nelle Malebolge il Poeta si rivolge al guelfo bianco Interminelli), pu**ana (riferito a Taide, Canto XVIII), pu**aneggiare (Pu**aneggiar coi regi, Canto XIX a proposito del rapporto la Chiesa e il re di Francia Filippo IV) e – ancor peggio – na*iche (Le na*iche bagnava per lo fesso, Canto XX). «Pensavo si ridesse e basta, invece ho pianto in diverse occasioni». Rispondo: non è colpa mia se sei una pappamolla.

Fra coloro che non hanno letto Lo sbiancamento ma si dicono disponibili a farlo ho registrato la seguente criticità: «Sì ma costa». Anche qui dico la mia: costa, certo, io lo avrei messo fuori anche gratis ma i libri gratuiti vengono percepiti come lavori di serie C, alla stregua dei volantini delle pizzerie, e il lettore medio li schifa.

Per questo motivo con Mondadori abbiamo concordato un importo simbolico che va dagli euro 17,99 di talune piattaforme online ai 22 del prezzo pieno. Parliamo di un costo di poco più di un caffè al giorno per un giorno (se il caffè è il Kopi luwak, quello fatto con le bacche raccolte dalle feci dello zibetto, €12 a tazzina; potete trovarlo al bar Cadò di via Scrovegni a Padova, bar Chiaroscuro a Firenze e altri esercizi selezionati). Se poi parliamo dell’esclusivo caffè Black ivory – estratto dalle feci di elefante, €85 a botta – con l’equivalente di una tazza te ne porti a casa quattro, di libri.

Insomma come scriveva il mio mentore e maestro Indro Montanelli con quella tipica inflessione di Fucecchio (FI) che non aveva mai perduto nemmeno nei decenni trascorsi a Milano, “Nessuno gli è mai conthentho, maremma bonina; e scrivi thantho e gli è troppo, e scrivi poho e ‘un basta, e costha thantho e ‘un lo vole nessuno, e costha poho e passi pe’ buhaiolo” (Quaderni fiorentini, Castore & Polluce Editore - 1978).

Scusi, che genere è?
Guardi, non glielo so dire con certezza. La tendenza è autobiografica e di questo sono sicuro. Mi piace raccontare i fattarelli, specie quando sono buffi e inducono il buonumore. A volte parto per la tangente e ne espongo così tanti che le persone si stufano. Cose succede in quei casi? I più insofferenti mi mandano via con metodi subdoli, come consegnarmi il sacco dell’umido, chiedermi di buttarlo nella spazzatura e asserragliarsi in casa appena io sono uscito. Altri più comprensivi mi consigliano di raccogliere le mie memorie in un volume, cosa che faccio prontamente ogni dieci-undici anni.


Quali argomenti tratta, nello specifico?
Mah, veda, ci sono vari filoni. Molto spazio è riservato ai ricordi di infanzia e di gioventù, che essendo entrambe trascorse possono venire descritte con distacco. Ad esempio tratto con benevolenza un bambino piagnone che si commuoveva cantando l’inno dei Marines all’asilo (perché venisse fatto cantare l’inno dei Marines all’asilo non me lo spiego, neanche lui); condono un altro bambino menzognero che raccontava la balla di essere amico di Adriano Celentano per darsi un tono; giustifico un giovanotto che esporta illegalmente valuta con lo stesso metodo utilizzato dai muli della droga, quelli che poi la Guardia di Finanza fa sedere sul water speciale di Malpensa che filtra tutto; prescrivo il reato di simulazione contestato a uno studente del Conservatorio che finge di avere un malore per ottenere un voto più alto all’esame. Il fatto che i due bambini, lo studente e il giovanotto siano sempre la stessa persona (io) facilita il compito.

Vengono poi tirati in ballo molti vip, magari non tutti al livello dei vip del Grande Fratello Vip 2018 (Fabio Basile, Ivan Cattaneo, Giulia Salemi) ma non per questo delle scartine: Claudia Pandolfi, Roger Moore, Iggy Pop, Sting, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Willem Defoe, Ronald Reagan, Amadeus solo per citarne nove.

Non mancano sprazzi di garbato erotismo (vedasi il capitolo G.Ungaretti presenta “Dish dish!”), appassionata denuncia sociale (Zecchino d’Orgia), divulgazione tecnico-musicale (La polka del Far West), indagine politico-sociologica(Ceppaloni) e tanti altri sprazzi. Se esiste in commercio un libro ricco di sprazzi questo è sicuramente Lo sbiancamento dell’anima. A titolo di esempio, e fuori di polemica, un titolo coevo di grande successo come Una gran voglia di vivere di Fabio Volo (Mondadori) ha molti meno sprazzi.

E per rinfrancar lo spirito tra un capitolo e l’altro?
Si fa ricorso a dodici storie, non autobiografiche ma inventate di sana pianta, ognuna ambientata in un diverso mese dell’anno e di carattere prettamente favolistico.
Si va dalla vicenda agrodolce di un detective incompreso nella Chicago degli anni ’40 (Un’avventura di Gordon Weirdo, ispettore c***ione) alla verità storica – sottaciuta dalle cronache – sul trasbordo del lupo, della capra e del cavolo da parte del leggendario barcaiolo (Riley, Olivia e Bishop) alle vicende di un addetto alle pulizie presso la sede di Tel Aviv dei servizi segreti israeliani e tante altre (nove altre).


Buona lettura quindi, a tutti e ciascheduno, con gratitudine da parte dell’autore e il cocente rimorso di aver lasciato passare un refuso imperdonabile.
A un certo punto viene citato un uccelletto di passo, il beccamoschino (Cisticola Iuncidis) con il nome errato di beccamoscino. Iddio abbia pietà della mia anima.


In fede
Rocco Tanica

Lo sbiancamento dell’anima

Rocco Tanica

Lo sbiancamento dell'anima è il racconto di 55 anni e altrettanti episodi della vita di Rocco Tanica, musicista e autore milanese. Inizia nel 1985, nello Stato della California. Torna a Milano negli anni '70. Passa più volte per la Scandinavia, una volta per Cervia, il Costa Rica e altri luoghi. Attraversa decenni e ricordi con l'andamento di una colonna sonora bizzarra: George Martin, Rob...

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