Serena Venditto, un nuovo giallo con quattro coinquilini più un felino

di Redazione Libri Mondadori

L'ultima mano di burraco di Serena Venditto 


Un tavolo con delle carte da gioco sparpagliate, un bicchiere sporco di liquore, un posacenere e un accendino; intorno libri e fotografie. Non è un set fotografico per una rivista dal mood vintage, è la scena del crimine del nuovo giallo di Serena Venditto, L'ultima mano di burraco.
Siamo ancora a Napoli, come nel precedente romanzo Aria di neve, di nuovo di fronte a un delitto. Temistocle Serra è un distinto professore universitario che muore in casa sua dopo una tranquilla cena in famiglia. Si è trattato di suicidio o omicidio? Cosa significa la combinazione di carte sul tavolo? Il commissario De Iuliis e Malù, archeologa detective, sono chiamati a scoprirlo muovendosi tra segreti familiari, l'atmosfera di Spaccanapoli e una casa colorata di inquilini allegri e chiassosi.


Nuova indagine per i quattro coinquilini


Il caso di Temistocle Serra non è semplice da risolvere come sembra, per questo serve una mano in più, un istinto naturale che dia alle indagini la giusta direzione. Ecco che, insieme a un gruppo di deliziosi personaggi, torna in soccorso Mycroft, che con la sua sottile fine intelligenza felina era stato decisivo per risolve gli enigmi di Aria di neve. A suon di miagolii, indirizza sulle piste giuste e cattura tutti coloro che incontra sulla sua strada con i suoi magnetici occhi verdi giada. Dovete essere pronti a fidarvi del gatto e del suo intuito perché, come ha scritto Malvaldi: "Se non siete disposti a credere a queste cose, scusate, ma che leggete a fare?"

Serena Venditto - header

 

Perché quattro coinquilini e un gatto?
Serena Venditto risponde


Quando i docenti del laboratorio di scrittura creativa 'Homo Scrivens', Aldo Putignano e Giancarlo Marino, ci proposero di inventare un investigatore e la sua spalla, indicare un gatto come compagno di un detective fu per me quasi uno scherzo: non immaginavo quanto mi fossi avvicinata alla realtà. Eh sì, perché se ci pensate il gatto è un detective nato, che ha in sé tutte le migliori caratteristiche dei grandi investigatori della storia della letteratura. Non mi credete?

In primo luogo, un gatto non ha bisogno di una lente di ingrandimento come Sherlock Holmes: ci vede già benissimo, e per giunta anche al buio; anzi, al buio ci vede persino meglio.
I felini possiedono un’eleganza naturale, non hanno bisogno di abiti sofisticati, bastoni intagliati e cappelli alla moda come Hercules Poirot. E riguardo i baffi curati dell’ispettore belga, certo non possono competere con delle lunghe vibrisse, insuperabile compendio di stile e utilità, in grado di captare odori e pericoli di ogni genere ed essere al contempo magnificamente raffinate.


Tutti i gatti hanno una poltrona preferita su cui possono trascorrere ore e ore del giorno e della notte, e se non lavorano a maglia come miss Marple è solo perché è obiettivamente troppo faticoso, oltre che poco utile, essendo già muniti di morbida pelliccia.
Se non fosse per la cura delle orchidee, Nero Wolfe sarebbe senz’altro un gatto, goloso e pigro com’è.


I felini si muovono silenziosi, possono entrare in una stanza senza che nessuno si accorga della loro presenza, intrufolarsi dappertutto senza fare il minimo rumore, come e più di Henry Jackson del Club dei Vedovi neri di Asimov.
Si accorgono in un lampo degli stati d’animo e della psicologia delle persone che hanno davanti, come Maigret. Sono curiosi al pari di Ellery Queen, ma hanno un udito così raffinato che possono permettersi di ascoltare una conversazione – anche a distanza – senza farsi notare.


I gatti non parlano, mi si dirà. Possono miagolare, però, e miagolando comunicare tutto quello che non torna, a chi naturalmente li sappia ascoltare. Non solo: possono fare le fusa soddisfatti quando finalmente il colpevole è stato assicurato alla giustizia.
E questo, perdonatemi, non lo sa fare nessun altro.

 

L’ultima mano di burraco

Serena Venditto

Chiaia, centro di Napoli. Dopo una tranquilla cena in famiglia con la moglie e i figli, che si è conclusa con una partita a burraco, Temistocle Serra, distinto professore universitario di Teoria dei giochi e delle decisioni, muore.

Omicidio, suicidio o morte naturale? Stabilirlo spetta alla polizia, ma c'è una cosa che le forze dell'ordine proprio non riescono a fare: interpretare una sequenza...

Scopri di più

L'ultima mano di burraco: il Blog Tour


Serena Venditto blog tour

 

Un Watson dal lucido pelo nero e una archeo-detective, un duo meraviglioso! E che dire degli altri personaggi? Li adoro tutti, dal primo all’ultimo. Ognuno ha il suo peso nelle indagini, il suo ruolo, la sua importanza e poi, tutti insieme, trasmettono un entusiasmo incredibile: viene voglia di correre a Napoli, in via Atri, a cercarli per farseli amici! The Queen Puppet

Come scegli i misteri da raccontare? Quanto tempo fai passare tra la fine di un libro e l’inizio del successivo?
Per scrivere un giallo parto dalla fine, ovvero dal modo in cui il colpevole viene scoperto. E poi si va a ritroso. È il modo migliore per non fare errori e perdersi i pezzi per la via. In Aria di neve giocavo con un classico del giallo dell’età dell’oro, il delitto della camera chiusa, mentre stavolta è un delitto in codice. Quanto tempo? Non tanto. Dopo un po’ sento il bisogno di tornare a Via Atri! Red Kedi

«Cosa intendi dire? Insinui che Mycroft possa fare danni? Per chi lo hai preso? È stato educato con le migliori letture del genere!» replicò piccata Malù.
«È proprio questo il problema» rispose Andrea sconfortato, mettendo in moto l’auto. Citazione scelta da La Fenice Book

Un messaggio in codice, pane per i denti di Malù e per la sua famiglia d’elezione, sempre composta da Ariel, Samuel e Kobe, i coinquilini di via Atri 36. You Kid

Mycroft, che porta (egregiamente direi) il nome del fratello di Sherlock Holmes, è un gattone nero con gli occhi gialli. Come il suo omonimo letterario è intelligentissimo, pigro e interviene solo se necessario… ma il suo intervento fa sempre la differenza! Biblionauta

Non immaginate quanto mi sia deliziata nel registrare l'audiolettura di questo primo capitolo e, ancora di più, quanto scalpiti dalla voglia di parlarvi della storia per intero, dei suoi curiosi personaggi e dei risvolti narrativi a dir poco geniali! L'ora del libro

Un gatto decisamente particolare: è fin troppo… “bravo” certe volte, la sua umana gli vuole molto bene e lui la aiuta come può. Odia andare dal veterinario ed è innamorato cotto della gatta del commissario. Le tazzine di Yoko

Vi va di presentarvi ai vostri lettori?
Malù: Io sono Marialuisa Ferrari, ma tutti mi chiamano Malù. Sì, come la coppa panna e cacao. Sono un’archeologa, mi sono laureata all’Orientale e ora sto facendo il dottorato di ricerca. Siccome mi piacciono le investigazioni archeologiche e non, la mia grande passione sono i libri in cui ci scappa il morto, di ogni epoca, in particolare quelli di fine Ottocento, inizi Novecento. È per questo che il commissario De Iuliis mi ha chiesto una consulenza su questo caso misterioso… un delitto in codice! Ah, sono l’umana di questo meraviglioso micione nero di nome Mycroft. Sì, come il fratello di Sherlock Holmes. Regin La Radiosa