Sara Purpura: non si smette mai di essere adolescenti

di Redazione Libri Mondadori

di Sara Purpura


Purpura

Desmon e Anais, ragazzi invisibili

Per me la scrittura è una pulsione, scrivo solo quando avverto di avere qualcosa da dire e se sento nel profondo ciò che voglio narrare.
In questo contesto nasce Tutto il tempo del mondo, la storia di Desmond e Anais, la storia di due ragazzi e di tanti ragazzi invisibili che tentano di far sentire la loro voce, restando però muti, incapaci di raccontarsi.
A un certo punto della mia vita ho realizzato quanto poco si parlasse di disagi come l’autolesionismo e la bulimia. Il modo più efficace per mostrare questa realtà era dare voce a due personaggi giovani, tanto diversi quanto simili nel dolore, uniti dalla stessa solitudine.

Sospira, e in quel suono c’è un dolore profondo e antico. Lo stesso che esce da me mentre vomito o mi taglio.

Purpura

Mi sono documentata, ho studiato e capito, ma ho anche ricercato la sofferenza che volevo veicolare al lettore nelle testimonianze di chi mi ha fatto dono della sua esperienza. Ne sono uscita devastata. C’è un mondo, che in molti ignorano e che è lasciato ai margini, dimenticato, forse volutamente nascosto. Ammettere di avere un problema del genere è difficile. Si prova vergogna e si resta soli, trincerati dietro i propri silenzi, in fondo ai tagli che ci si procura, sommersi dal cibo di cui ci si ingozza solo per rimetterlo insieme a un po’ del dolore che corrode da dentro, quando abbiamo bisogno di omologarci agli altri, di sentirci importanti per qualcuno, e sentiamo di fallire sull’aspetto più importante: essere noi stessi e venire comunque accettati.
Sono le mie cicatrici, quelle dei momenti in cui mi sono piegata e rialzata. Non ne vado fiera, ma ogni volta che le guardo capisco di essere una sopravvissuta che ha trovato un modo per farcela. Sono viva, anche se forse a nessuno importa. Sono viva, e lo devo a me.

Tutto il tempo del mondo

Sara Purpura

Anais Kerper è la ragazza che tutte vorrebbero essere. Bella, intelligente, di famiglia benestante. Ha al suo fianco il ragazzo ideale e davanti a sé un futuro radioso. Eppure, dietro questa patina di perfezione, lei sta andando in pezzi, incapace di ribellarsi a una vita che non le corrisponde affatto. Una vita di cui ha il pieno controllo solo quando, chiusa fra le quattro mura del suo bagn...

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Siamo soli soltanto se ci convinciamo di esserlo

Scrivere questa storia non è stato semplice, perché in Anais c’è molto di me e mi sono esposta tanto; a metà della stesura mi sono bloccata nel tentativo – fallito – di trovare un compromesso con la storia. Quindi l’ho cercato con me stessa e mi sono perdonata tante cose, prima fra tutte l’incapacità di vietare agli altri di ferirmi.

Odio ciò che vedo. Odio mia madre e la sua ossessione per la linea. Odio mio padre che vede chi non sono. Odio i giorni in cui vorrei urlare anche se nessuno mi starebbe a sentire. Odio non poter essere la diciassettenne che vorrei.

Purpura

Nel romanzo ho parlato di amicizia; i personaggi secondari sono parte integrante della storia e sono nati per lanciare un messaggio: siamo davvero soli soltanto se ci convinciamo di esserlo. In realtà, spesso siamo circondati da gente che ci vuole bene e vuole starci accanto. Raccontiamoci, e se non vogliamo raccontarci, mostriamo. Diamo agli altri i mezzi per aiutarci.
Credo che il merito di Tutto il tempo del mondo sia quello di usare una sola chiave di lettura per tutti, che è immediata e arriva dritta come un pugno nello stomaco: la verità che si respira fra le pagine di questa storia. Una vicenda comprensibile sia dai ragazzi che dagli adulti, perché non si smette mai di essere adolescenti. Una parte di quegli anni, fatta di paure, fragilità e insicurezze, ce la portiamo dietro come un bagaglio dimenticato e scomodo, ma che inaspettatamente ci ritroviamo fra i piedi.

Purpura
Attraverso Desmond e Anais desideravo che si cogliesse la speranza dietro la più buia disperazione. Che noi adulti riflettessimo sul nostro ruolo, che ci accorgessimo di quanto distratti siamo a volte, di come ci convinciamo, erroneamente, di parlare un linguaggio diverso da quello dei ragazzi e di quanto questo sia falso. Desideravo che i ragazzi capissero di non restare in silenzio, perché quest’ultimo può davvero diventare il muro più insormontabile.
La vita è fatta di istanti. E di respiri impigliati in gola, e del cuore in fondo allo stomaco che li precede. E poi c’è il “mentre”: quell’attimo in cui decidi se essere felice o soffrire.

San Diego, punto di partenza...

San Diego è la città che fa da sfondo alla storia di Desmond e Anais. È la città dov’è nata lei, la città dove arriva lui, quando Matt, il padre di Ana, decide di partecipare a un progetto di adozioni e sceglie Des: il ragazzo che nessuno ha mai voluto.

Sarà qui, a San Diego, che in una casa ricca, in una famiglia che si mostra perfetta ma che non è perfetta affatto, i due protagonisti si incontreranno, guardandosi e vedendosi davvero. Sarà qui che tenteranno di aiutarsi a vicenda e si ameranno di un amore totale e impulsivo e a volte insensato.

Purpura

Questa città è il punto di partenza dal quale Des e Ana proveranno a darsi un senso e a cambiare le loro vite.

Entriamo in un atrio enorme. La grande scala che porta di sopra sembra di marmo. Due lampadari di cristallo riflettono la loro luce sui pavimenti tirati a lucido e do giusto un’occhiata alle pareti dove sono appesi dei quadri a olio. Benvenuto nella famiglia perfetta, Des! Ma l’esperienza mi ha insegnato che dietro la perfezione si nascondono spesso parecchie ombre. Chissà quali sono quelle dei Kerper?

...e Mission Beach, punto di rottura

Purpura

C’è un altro luogo importante in questa storia: Mission Beach. La spiaggia dove Des va a fare surf, mentre Anais lo guarda pensando ai sentimenti che stanno nascendo fra loro. Il luogo in cui la loro storia arriva a una terribile svolta.

«Devi andartene, Anais.» «Non posso lasciarti così, Des. Ti prego.» «Lo hai già fatto un sacco di volte, Honey. Credo che possa bastare, non trovi?» Il peso dei nostri sbagli scende su di me e trascina lui in un abisso scuro e profondo. Stavolta è finita sul serio. Desmond si rialza con una smorfia di dolore.  Si tocca il petto dove c’è la fasciatura. È marchiato. Rotto. Distrutto. Questa consapevolezza mi atterrisce e comincio ad allontanarmi, come se potessi sfuggirle. Come se tutto potesse essere meno vero.

Guarda il video "Hello San Diego"

La città dove è ambientato il romanzo è San Diego, affaciata sull'Oceano Pacifico nella California del Sud. E Mission Beach la sua spiaggia più famosa.

E ora... musica!

La musica, in questo romanzo, è stata parte integrante della stesura. Soprattutto Nuvole bianche e tutta la produzione di Ludovico Einaudi, che ha accompagnato la creazione di molte scene salienti.

Sonia Donelli, del blog Esmeralda Viaggi e libri, ha pensato a una playlist che secondo me rappresenta a pieno la storia dei DesAna. Se volete scoprirla, la trovate qui.

Buon ascolto e buona lettura!


Purpura

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