La Piccola Farmacia Letteraria: Elena Molini racconta il suo nuovo romanzo

di Redazione Libri Mondadori

La Piccola farmacia letteraria: un luogo in cui curarsi con i libri, una storia di sogni e di coraggio


Inizialmente è stata una sensazione. Una sensazione di insoddisfazione, come quando sai che non sei nel posto giusto e la tua vita rischia di prendere una piega che tu non vuoi.
Poi si è trasformata in idea - magari un'idea un po' folle per molti - ma di quelle elettrizzanti, piene di possibilità, portatrici di futuro.
Poi è arrivato il progetto, lo studio, il piano concreto, un lavoro di costruzione paziente e meticoloso.


Ecco come è nata la Piccola Farmacia Letteraria, da un'intuizione di Elena Molini, che l'ha sviluppata insieme a Ester Molini e Deborah Sergiampietri, nella consapevolezza che un buon libro può curare l’anima, e infatti alla Piccola Farmacia Letteraria si cercano e condividono cure. Non strettamente mediche, ma letterarie. Con tanto di bugiardini che illustrano la posologia e gli effetti collaterali.

La libreria, che si trova a Firenze e che oggi è anche un sito di e-commerce, è una realtà viva, una comunità, un luogo in cui ascoltarsi e ascoltare. Perché tra le storie racchiuse nei libri e quelle delle nostre vite ci sono molti più punti di contatto di quanti pensiamo.

Trovarli potrebbe essere la chiave per affrontare le situazioni con un altro spirito, per abbracciare nuove opportunità, per trovare la leggerezza che avevamo perduto, per prendere il coraggio di fare quella scelta che rimandiamo da tempo.

 

Elena Molini racconta la sua storia

La Piccola farmacia letteraria diventa un libro


La storia di questa libreria, unica in Italia, oggi è diventata un libro intitolato proprio La Piccola Farmacia Letteraria e scritto da Elena Molini.

Una commedia brillante e divertente che racconta la vicenda di una ragazza, Blu, che si è lanciata in un'impresa che a molti sembrava impossibile e che invece poi è diventata realtà, proprio come quella di Elena.
Tra l'idea e la sua realizzazione ci sono amicizie, amori, gatti, fughe in bicicletta, colloqui, problemi economici e finanziamenti, scelte e tanto coraggio. 


Un romanzo che ci ricorda che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.

Visualizza questo post su Instagram

DAL 14 GENNAIO IN TUTTE LE LIBRERIE E ONLINE Trovo sempre un sacco di parole per tutto ma questa volta non so proprio cosa scrivere. Sarà perché come dice Stephen King “le cose importanti sono le più difficili da dire perché giacciono troppo vicine a dove è sepolto il nostro cuore segreto”. E in questo libro c’è talmente tanto del mio cuore segreto che non so da che parte cominciare. Quando Mondadori mi ha proposto di scrivere un libro ho pensato che non sarei stata in grado, che avrei provato perché era il sogno della mia vita, ma che ovviamente non avrei tirato fuori niente di buono. Era tutto troppo bello per essere vero, e ho sempre creduto che i sogni si realizzino solo per chi è sempre stato al posto giusto nel momento giusto, per chi non ha mai sbagliato strada, per chi se lo può permettere, per chi conosce o ha i mezzi, non per me che appartengo a un’altra categoria. Quelli come me li definisco i difettosi, inciampati e caduti talmente tante volte da rimanere indietro, arrancano a fatica verso un futuro realmente incerto. Pieni di ansia, nevrosi, malesseri talmente intimi da non essere mai realmente palesati. I difettosi nella vita semplicemente si accontentano di quello che viene, si arrangiano, se la cavano perché, seriamente, credi davvero di poterti meritare di meglio? Ho cominciato a scrivere a marzo e ho finito a settembre, 270 pagine nelle quali ho cercato di raccontare cosa vuol dire sentirsi sempre fuori posto e, nel caos di un’esistenza ricca di incidenti, trovare la propria strada. Quando la mia amatissima editor Paola mi ha chiamata dicendo che il libro le era piaciuto e che era valido per poco non mi metto a piangere. Perché la risposta alla domanda “credi davvero di poterti meritare di meglio?” è sempre stata sì, ma io me ne sono accorta solo ora. Cari miei difettosi, ora so che siamo in grado di fare tutto se ci impegniamo veramente, meritiamo tutto e i sogni si realizzano anche per noi. Questa è la mia storia, vi va di leggerla? ❤️ Link in bio

Un post condiviso da Piccola Farmacia Letteraria (@piccolafarmacialetteraria) in data:

L'empatia e le imprese (im)possibili:
leggi l'intervista a Elena Molini

Piccola Farmacia letteraria: prima un sogno, poi un’idea, poi un luogo concreto e oggi anche un romanzo. 
Ci racconti il tuo progetto nelle sue tante anime?



La Piccola Farmacia Letteraria è nata dal mio desiderio di creare un luogo dove le persone si sentissero realmente accolte e apprezzate, al di fuori della frenesia della nostra vita di tutti i giorni, un luogo dove fermarsi e prendersi cura di se stessi.
Ho capito nella mia precedente esperienza in una libreria di catena come le persone cercassero nei libri delle risposte ai problemi di tutti i giorni.

Alla Piccola Farmacia Letteraria proponiamo proprio soluzioni letterarie per problemi reali, con un team di psicologhe che danno il loro contributo professionale nella scelta dei titoli da inserire nelle novanta macrocategorie che abbiamo creato in modo che ognuno trovi il titolo che fa proprio al caso suo.

In un mondo che tende a standardizzare ogni processo tu dimostri che un modello di business basato sulle emozioni è possibile e, insieme ad altre due professioniste, gli hai dato anche solide basi psicologiche.
A proposito di emozioni: com’è cambiata Elena con l’evoluzione della sua Piccola Farmacia letteraria?

Ho collezionato tantissimi capelli bianchi ☺
A parte gli scherzi, quando proponi un progetto che è così tanto legato ai tuoi valori e alla tua persona e quel lavoro viene apprezzato in modo così deciso e universale ovviamente anche l’autostima fa un consistente passo in avanti.

Sono sempre la solita casinista e disordinata, ma con tante certezze in più
.

Qual è la dote principale che secondo te in un libraio non dovrebbe mancare?



Sicuramente l’empatia. C’è tanto bisogno di essere capiti e ascoltati, il successo della mia libreria sta proprio lì: le persone che entrano sanno che troveranno qualcuno che le ascolterà e cercherà di aiutarle.
A volte riuscendo a parlare anche di problemi dei quali non avevano mai parlato prima. Io sono detentrice di tantissimi segreti e ne vado fiera.

Con il tuo lavoro promuovi attivamente un’idea di letteratura come territorio di tutti. Ci racconti come ti approcci da un lato al lettore forte e dall’altro a un lettore alle prime armi?

È necessario consigliare un libro tenendo conto proprio di chi abbiamo davanti, chi fa distinzioni tra letteratura di serie A e serie B secondo me non ha capito il valore della lettura che è universale e deve essere accessibile a tutti.
Nella mia libreria vengono tantissime persone che non leggono molto o che hanno smesso di leggere e vogliono ricominciare. A loro propongo libri scritti in modo scorrevole, con storie coinvolgenti in modo tale che ne vengano “rapiti”.

Per il lettore forte faccio più distinzione: di solito comincio con il chiedere che con che autori leggono di solito e da lì mi muovo per il consiglio.

In che modo cerchi di fare della tua libreria il centro di una comunità attiva?

La mia clientela si divide in due categorie: le persone che ci visitano da fuori Firenze nel weekend e lo zoccolo duro dei nostri clienti affezionati. Noi siamo in un quartiere storico di Firenze, Gavinana, fuori dal centro storico con una popolazione che fa molto comunità e che tiene particolarmente alle botteghe. I miei clienti sono diventati alla lunga amici che si fermano spesso e volentieri anche solo per fare quattro chiacchiere.

A questo uniamo anche eventi e attività che organizziamo, per quanto ci è possibile vista la dimensione molto ridotta della libreria.

Se dovessi scegliere un incontro avvenuto in questo anno in libreria, una “cura” da te somministrata che ti ha particolarmente colpita, quale sarebbe?

Una cura che ricordo sempre con molto affetto è quella per una ragazza che mi è rimasta nel cuore. Quando è venuta da me aveva appena bocciato l’esame per entrare in polizia, ed era la sua ultima possibilità per limiti di età. Aveva lavorato duramente tutta la vita per quel traguardo e si sentiva veramente persa. Dopo una lunga chiacchierata le ho consigliato Patria di Fernando Aramburu. Dopo qualche mese è tornata a Firenze a ringraziarmi, grazie a quel libro aveva trovato la spinta per iscriversi a un master sul terrorismo internazionale.
Ne sono stata veramente felice.

Un po’ anarchico-insurrezionalista e un po’ Amélie: la tua storia (e quindi anche quella di Blu) coniuga animo sognante e una bella dose di coraggio. Qual è il consiglio che daresti a chi tiene ancora i propri desideri in un cassetto?



I sogni nel cassetto non si tirano fuori da soli, di solito pesano tra i 500 e 1000 chili. Sono difficili da sollevare, sembrano oltre la nostra portata, ci fanno paura perché sembrano sempre troppo grandi per noi.
Il consiglio che darei è quello di impegnarsi e di non mollare mai anche quando abbiamo talmente tanta paura da non riuscire più a dormire di notte. E di notti passate a fissare il soffitto pensando di stare facendo una cavolata enorme ne ho passate tante e so di cosa parlo.

Circondarsi di persone positive, che non sottovalutino le difficoltà ma che ti sostengano sempre. E lavorare per questo sogno, lavorare senza sosta perché ci chiederà grandi sacrifici. Ma la soddisfazione sarà talmente grande che saranno ampiamente ripagati.

La stesura di un libro come il tuo è un momento molto importante per riflettere sulle proprie scelte. 
Come l’hai vissuto? Come un bilancio? Un regalo? Un nuovo atto di coraggio?

Per me questo libro è stato un grandissimo regalo. Era uno di quei sogni che avevo infilato nel cassetto “cose impossibili che non succederanno mai”, insieme a diventare una rockstar o fidanzarmi con Brad Pitt.
Quando sono riuscita ad aprire anche quel cassetto e ho trovato una storia che mi apparteneva scriverlo è stato quasi naturale. Quindi sì, senza dubbio uno dei regali più grandi che la vita mi ha fatto.

Infine, vorremmo giocare un po' con la tua storia. Ti chiediamo di associare 3 libri a 3 momenti topici della tua vita per capire come l'hanno influenzata:

- Quella volta che mi sono sentita perduta e poi ho ritrovato la strada di casa: Avviso ai naviganti di Annie Proulx
- Quella volta che avrei mollato tutto per amore: L’arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker
- Quella volta che ho fatto i conti con il mio passato e capito davvero chi ero: Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto di Paulo Coelho

La Piccola Farmacia Letteraria

Elena Molini

A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.

E così decide di fare Blu Rocchini - sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle...

Scopri di più

I primi pareri della rete sul romanzo


Lo stile è diretto e spiritoso e ciò che ne viene fuori è una commedia degli equivoci divertente e per nulla scontata che permette al lettore di immergersi in una situazione reale come se fosse un sogno. - Esmeralda viaggi e libri

Uno stile e un ritmo che fanno scintille, pagina dopo pagina; questo romanzo fa ridere e commuovere, presenta tanti casi umani e almeno una volta ci fa dire “Ecco, questa sono io…” - Les fleurs du mal

La piccola farmacia letteraria è un inno alla lettura e al potere curativo dei libri che a volte ci salvano, a volte ci curano e altre volte ci danno la spinta per prendere in mano la nostra vita e farne un capolavoro. - In punta di carta

Quello che Blu ci insegna è che è giusto rincorrere i propri sogni e, se la nostra vita sta prendendo una piega che non ci piace, cambiare strada e sfidare il destino. Ma soprattutto ci insegna che non siamo mai soli. - Scaffali da scrivere

Ho adorato lo stile fresco, spiritoso, ironico e le esilaranti metafore al passo coi tempi. Una scrittura fluida e brillante che mi ha permesso di divorare il testo in un pigro pomeriggio domenicale. - A spasso coi libri