Usa-Cina: la seconda guerra fredda raccontata da Federico Rampini

di Redazione Libri Mondadori

Sul lungo periodo le profezie spesso vengono smentite, la storia adora le sorprese. Ma bisogna prepararsi a una serie di tregue armate, compromessi effimeri in cui America e Cina studieranno l'avversario per preparare nuove offensive. A noi conviene usare le pause per prepararci al peggio. (Federico Rampini)

La seconda guerra fredda è cominciata

Federico Rampini torna in libreria con La seconda guerra fredda.
Il libro è stato scritto tra Pechino e New York non solo letteralmente, ma soprattutto con l'animo e lo sguardo: l'autore ha vissuto e vive entrambi i mondi nel suo lavoro di giornalista e di esperto di politica internazionale. 

Da anni, infatti, Rampini studia America e Cina per capirne le trasformazioni, gli assetti e le sfide.


Corrispondente de La Repubblica da New York, sul blog Estremo Occidente racconta ai lettori la sua visione degli Stati Uniti e gli scenari internazionali; è membro del Council on Foreign Relations, think tank americano di relazioni internazionali. Della Cina e della sua rivoluzione ha già parlato ne Il secolo cinese (2005), L’impero di Cindia (2007), L’ombra di Mao (2007).

guerra fredda

Dal secolo americano a quello cinese:
i temi de La seconda guerra fredda


Il nuovo libro di Federico Rampini ci aiuta a orientarci in un mondo in cui sono cambiate le coordinate, aprendo gli occhi su una rivoluzione di portata storica che molto spesso gli occidentali non colgono.

Per farlo tratta molti temi chiave:

LA TRANSIZIONE DALL'EGEMONIA STATUNITENSE A QUELLA CINESE


Due imperi, uno in declino e l'altro in ascesa, si stanno sfidando per l'egemonia globale.
È un "divorzio" che cambierà le sorti del nostro futuro come cittadini d'Europa e del mondo.


La Cina è ormai un gigante in una pluralità di ambiti e non sembra più disposta a convivere con il precedente sistema di equilibri che ha per anni generato un'apparente stabilità. 
"Questa Cina è sempre meno emergente e sempre più emersa", scrive Rampini. L'America si accontenterà di un ruolo ancillare nello scenario mondiale? E se sì, a quale prezzo?

IL RUOLO DEI LEADER


Nessuno di loro sembra davvero attrezzato a cogliere la rivoluzione, nemmeno i leader al comando delle superpotenze che mettono in atto forze che non paiono realmente capaci di dominare.
Gran parte del dibattito internazionale si focalizza su Trump e sulle sue politiche di contrasto alla Cina (una su tutte la guerra dei dazi), ma in realtà per Federico Rampini non è solo sulla sua persona che dobbiamo concentrarci:


"Il personaggio è imprevedibile, questo fa parte della sua tattica negoziale, lo sappiamo. Può sorprenderci, tentare un'improvvisa intesa con Xi Jinping che fermi l'escalation dei protezionismi.
Ma al di là delle sceneggiate, nulla sarà più come prima. L'intero establishment americano [...] ha riveduto il proprio ottimismo sull'opportunità cinese".


E anche i democratici che sfidano Trump, sembrano essere ancora più duri nei confronti del governo di Pechino.

I TERRENI DEL CONFLITTO


Sono tutti quelli della modernità: la tecnologia, la politica, la finanza, l'economia, la strategia militare, l'orgoglio nazionalista, la cultura, la scienza, persino la spiritualità.
Su alcuni la Cina ha già totalmente declassato l'Occidente: "Amazon chiude i battenti perché sgominata da Alibaba; Uber non regge la concorrenza con gli omologhi cinesi del car-sharing (o del bike-sharing)."


Sullo sviluppo digitale il confronto è ormai impari, il cinese medio usa una sola "superapp", WeChat, su cui compie tutte le sue operazioni in rete: dagli acquisti al dialogo con la rete di amici, dall'accesso ai servizi agli investimenti finanziari e alle recensioni, con tutti gli aspetti controversi che questo fenomeno comporta. 

LE NUOVE VIE DELLA SETA


Di cosa parliamo con questa definizione?
Degli investimenti milionari della Cina che irradiano verso l'Eurasia, con biforcazioni e diramazioni nell'oceano Indiano, Golfo Persico e Mediterraneo.
L'obiettivo è costruire e presidiare nuove vie commerciali e strategiche, sulla scia delle antiche vie della seta, per esportare il modello produttivo e commerciale cinese in tutto il mondo.


"Anche su questo titanico progetto per connettere sempre più strettamente ogni angolo del pianeta - e il resto del mondo alla Cina - grava l'ombra della nuova guerra fredda, che potrebbe imporre a tutti scelte di campo."

"Chi sta in mezzo - come gli europei - farà la fine del vaso di coccio? Nessuno di noi è attrezzato per affrontare la tempesta in arrivo."

È una domanda aperta, come altre sollevate all'interno di un libro che ci invita a porre in dubbio la nostra visione del mondo, figlia di equilibri che non ci sono più.

La seconda guerra fredda

Federico Rampini

È cominciata la seconda guerra fredda. Sarà profondamente diversa dalla prima. Cambieranno molte cose per tutti noi, nella sfida tra America e Cina nessuno potrà rimanere neutrale. L'economia e la finanza, la scienza e la tecnologia, i valori politici e la cultura, ogni terreno sarà investito dal nuovo conflitto. Dobbiamo smettere di parlare di globalizzazione come se fosse irreversibile: l...

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