‘La vita gioca con me’: il nuovo romanzo di David Grossman

Un'esplorazione profonda dell'animo di tre donne

di Redazione Libri Mondadori

Tutta la famiglia si è stretta intorno alla nonna, come un corpo che protegge il proprio organo più vulnerabile. Vera appartiene a noi. Nina no. È solo per Vera che siamo disposti ad accettarla. E un'altra cosa: tutta la famiglia ha sempre saputo che la linea di confine tra loro due è incandescente, arroventata [...] "in ogni caso non riuscirò mai a capire ciò che è successo tra Vera e Nina quasi sessant'anni fa."

La grande letteratura di David Grossman

David Grossman è uno di quegli scrittori realmente capaci di analizzare l'animo umano. Lo maneggia come fosse una materia duttile, dando così forma a romanzi potenti, altamente letterari, a tratti anche dolorosi per la loro verità.
La vita gioca con me, il suo ultimo libro, è uno di questi.
Parla di una storia familiare toccante, raccontata con la lente d'ingrandimento su tre personaggi in particolare: tre donne. Sono Vera, Nina e Ghili, nonna, madre e nipote che l'occasione del novantesimo compleanno di Vera riunisce.
Il festeggiamento familiare sarà una resa dei conti, un confronto diretto che riporterà alla luce un passato straziante, fatto di strati di storie personali.
I personaggi del romanzo di Grossman, le donne in particolare, si muovono tra ieri e oggi, cercando ancora di difendersi dai colpi che sferra il passato


Tre donne, tre personalità forti

A scatenare il confronto è il ritorno a casa di Nina, che per tutta la vita è fuggita da qualcosa di nascosto e che adesso è di nuovo lì, in mezzo a loro, al Kibbutz. Questa volta Nina ha qualcosa di urgente da comunicare. E una da sapere.
Vuole che sua madre le racconti cosa è successo in Iugoslavia, nella “prima parte” della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorata di Miloš, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando Miloš è stato sbattuto in prigione con l’accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché Vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull’isola di Goli Otok, abbandonandola all’età di sei anni e mezzo.
Vuole sapere da quali dolori è originata la sua storia e, di riflesso, quella della giovane Ghili che è cresciuta senza di lei. Sono episodi del passato che hanno avvelenato le loro vite per decenni e che ora vanno estirpati per seminare un nuovo futuro.  

Per farlo la famiglia partirà per Goli Otok, l'isola (ex prigione politica ai tempi di Tito) che custodisce queste memorie. Sarà un viaggio metaforico e reale tra memoria e oblio, dentro affetti complessi e irrisolti come i veri rapporti familiari sanno essere.
Un'incursione in un campo di battaglia dei sentimenti

Com'è nato il romanzo?

La storia di La vita gioca con me ha un'origine appassionante: è stata raccontata all'autore da una donna di nome Eva che per anni si è affidata a lui, aprendogli le porte del suo passato.
David Grossman ha ascoltato quella storia e l'ha assorbita, immaginandola, ricreandola. È stata anche una sfida: il romanzo gli ha richiesto di pensare come una donna, di scrivere come una donna. 

"Una storia di orrore, amore e grazia": David Grossman si racconta

Incontra David Grossman nelle sue presentazioni
in giro per l'Italia


 

18 novembre, Milano, Teatro Franco Parenti, ore 21.00
(Biglietto TFP cortesia € 3,50 Biglietti online www.teatrofrancoparenti.it Tel. 02 59995206)

19 novembre, Torino, Sermig Arsenale della Pace, ore 18.30

11 dicembre, Genova, Teatro Gustavo Modena, ore 20.30

12 dicembre, Firenze, Cinema Odeon, ore 18.30

14 dicembre, Modena, Forum Monzani, ore 17:30

La vita gioca con me

David Grossman

"Tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, Rafi, mio padre, e Nina… Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota Ghili nel suo quaderno.

Ma per la festa dei novant'anni di Vera, Nina è tornata; ha preso tre aerei che dall'Artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia Ghili, e la veneraz...

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Viaggio tra i grandi romanzi di David Grossman


I libri di Grossman parlano di famiglia, amore, identità, passato, guerre, anche di quelle quotidiane condotte da uomini e donne in cerca di salvezza.

Lo scrittore israeliano, figlio di una terra che coltiva la memoria come un culto identitario, ha anche attinto alla storia del suo popolo e alla propria vicenda personale, non mancando di commuovere con racconti di intensità autobiografica come Caduto fuori dal tempo, la sua personale lettura di quel momento atroce che è la perdita di un figlio.

Sono diversi i romanzi che parlano di viaggi alla ricerca di se stessi, come Ci sono i bambini a zig-zag e Qualcuno con cui correre. C'è l'amore, in tutte le sue forme, da quello passionale a quello filiale: Che tu sia per me il coltello e Col corpo capisco sono due racconti magistrali di quel processo straordinario con cui arriviamo a toccare liberamente, con pienezza, l’anima (e il corpo) di un altro essere umano.

E poi ovviamente c'è la questione arabo-israeliana che prende vita nelle vicende dei protagonisti di Il sorriso dell’agnello, quattro personaggi ostaggi di un territorio dove la giustizia si è trasformata nel suo esatto contrario.