Caterina Zaccaroni: la mia avventura con ‘Vita di C.’

L'autrice racconta le emozioni legate al romanzo: dalla stesura all'incontro con i lettori

di Redazione Libri Mondadori

Vita di C.: la scrittura come avventura da raccontare


La stesura di un romanzo è un viaggio che attraversa varie fasi: quella più privata del pensiero e della lavorazione in solitaria, quella a due della sinergia con l'editor, quella allargata della condivisione con i lettori, con tutti coloro che leggeranno e accoglieranno il testo nelle proprie vite. Ciascuna di queste può non essere semplice e fare un po' paura, ma alla fine emoziona e rende liberi.


Caterina Zaccaroni, autrice di Vita di C., ha regalato alle vite degli altri il racconto di una donna come tante, ma dall'esistenza straordinaria: la sua C. ribelle e coraggiosa, sognatrice e generosa.
Una bambina che non voleva diventare grande, cresciuta in una casa in penombra con un gatto come compagno di giochi, una madre passionale e un padre distante, così distante che è impossibile affrancarsene.
Viaggia tanto C. nella sua vita, e ama con tutta se stessa. Diventa adulta circondandosi di arte e artisti, imparando a dire addio e a non guardarsi indietro, ché è l'unico vero modo per andare avanti.
Impara a giocare con la sua sensualità e a essere madre; a a conoscersi e a tracciare la sua strada.

Vita di C. "è un viaggio attraverso traumi familiari alla ricerca dell’identità e della libertà", scrive l'autrice nei Ringraziamenti in chiusura al volume.
Con questo spirito lo si può leggere e fare proprio, perché tutti noi almeno una volta siamo stati un po' C.

Caterina Zaccaroni ci ha raccontato com'è stato condividere la sua storia con lettrici e lettori, quali emozioni sono nate dalle letture, dagli incontri e dalle parole che hanno scambiato nei mesi successivi all'uscita del suo Vita di C.

Vita di C.

Vita di C.

Caterina Zaccaroni

Quello che tenete tra le mani non è un comune romanzo; è un esordio straordinario sotto tutti i punti di vista. È il racconto di una vita che pare contenerne cento, è la storia di una donna come tante che dopo qualche pagina vi sembrerà di conoscere da sempre, una donna forte, inquieta, generosa, sensuale e ribelle che per oltre quarant'anni ha inseguito, a volte anche a scapito della prop...

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La mia avventura con C.:
parola a Caterina Zaccaroni


Penso che ogni libro sia un viaggio interiore per chi lo scrive. Per me 'Vita di C.' lo è stato.
Ho cominciato per caso vent’anni fa. Sentivo confusamente l’urgenza di scavare nelle mie ferite emozionali per dare loro forma e liberarmene. Il resto è venuto da sé, il libro ha assunto vita propria, scriverlo è stato catartico.
Poi è rimasto due anni nel cassetto e alla fine ho capito che per liberarmene dovevo condividerlo. Così è iniziata quest’avventura.

Il libro racconta una vita dal punto di vista della protagonista come se stesse scorrendo in quest’istante, senza filtri ideologici, usando la scrittura come un bisturi. È la storia di una bambina che diventa una donna e da una piccola città di provincia viene scaraventata nel mondo. Attraversa varie disavventure in paesi diversi, spesso inciampa e si fa male, impara sulla sua pelle i limiti della libertà, e alla fine una lenta rinascita la cambia sia spiritualmente, che nella carne. Forse ognuno alla fine scrive sempre di sé. In questo senso tutte le emozioni del mio libro sono autentiche, anche se la storia non lo è in senso letterale.

Quando il libro è uscito a febbraio, ha avuto inizio un nuovo viaggio tramite le reazioni di chi l’ha letto. È come se il mio libro creasse un’intimità immediata con le persone che incontro. Qualcuno si riconosce in quello che scrivo, altri invece mi dicono di vivere tramite le mie pagine la vita che non hanno avuto. Ho avuto reazioni forti da parte di donne, ma anche di uomini. Molti sono stati colpiti dall’amore feroce per la vita che c’è nel mio libro, e di cui non ero pienamente consapevole. Certo non volevo scrivere la storia di una che si piange addosso. Non ho mai creduto nel ruolo di vittima. Se una persona sceglie di essere libera, deve assumersene la responsabilità.
Se si fa male, l’unica cosa è rialzarsi e andare avanti. Comunque.

Un ragazzo conosciuto alla presentazione di Bologna mi ha parlato al telefono per un’ora da Londra del mio libro dicendo che aveva letto brani su Dalí e Mario Schifano agli amici nel suo giardino ad Ansedonia.
A Bologna, una giovane donna mi ha stretto il braccio e ha detto: “Anch’io ho perso un figlio, e il suo libro mi ha dato la forza di ricominciare a vivere.” Una signora mi ha raccontato che l’aveva divorato, e ora lo stava rileggendo per centellinarlo. Un’altra mi ha detto che era stato suo marito a regalarle il libro, e ora si lamentava perché lei passava la notte a leggerlo invece di andare a dormire.
Mi è capitato di firmare copie per uomini che volevano una dedica per le loro donne. L’esperienza più inaspettata è stata a un festival a Positano, ma ogni presentazione è stata un incontro diverso: a Milano, a Roma, Bologna, Torino, Forlì, Fano, Venezia, Treviso. Francesca, la libraia che mi ha invitata a Fano, è riuscita a procurarsi 'Ore Perse' di Caterina Saviane, amica della protagonista.
Il libro era esaurito da anni e lei ha trovato una copia usata su internet. Ha preparato per me un enorme poster con collage di quadri di Salvador Dalì – il suo pittore preferito – e frasi su di lui tratte dal libro. Stavo seduta davanti a lei, nella meravigliosa piazza di Fano, che sembra uscita da un quadro di De Chirico, sorseggiando un prosecco, mentre lei mi spiegava la gioia che aveva provato a leggerlo, e io l’ascoltavo stupita e felice.

Ecco alcuni dei commenti più belli e sorprendenti che mi sono arrivati sul romanzo:

“Un libro che in alcuni punti è triste e in altri divertente, acuto, emotivo, erotico.”

“Sono rimasta profondamente colpita dalle queste pagine, ho iniziato a leggere in treno e non sono riuscita a smettere. È bellissimo come si descrive il mondo e le persone con gli occhi puliti di una bambina ed è incredibile quello che la protagonista ha vissuto in una sola vita. E adoro come è scritto, come le parole sono usate in modo creativo e poetico. Sembra di essere lì a vivere le stesse emozioni della protagonista.”

“Forte, coraggioso, generoso! L’ho letto d’un fiato.”

“Libro meraviglioso: nel leggere la storia della protagonista mi sembrava di vivere accanto a lei e di sentire gli odori di spezie e di fiori dell’India e camminare lungo le strade di tutti i paesi che sono nel libro.”

“Un viaggio ricco di vita.”


Condividere con gli altri le emozioni del mio libro è uno scambio intenso che mi ha dato un’energia che ancora non si esaurisce.
E se la mia storia ha aiutato anche soltanto una persona a sentirsi più forte e meno sola, come mi ha detto una lettrice una sera a Venezia, posso dire che ha raggiunto il suo scopo.