Cadrò, sognando di volare: l’emozionante ritorno di Fabio Genovesi

di Redazione Libri Mondadori

E allora ecco cos’è questa storia, che comincia un giorno lontano del 1982 che era dicembre e però, anche se sembra impossibile, quel giorno arrivò l’estate. È la storia di un’altra estate, quella del 1998, quando una piena di emozione ci ha travolti e rovesciati su una terra ignota, che non raggiungi seguendo rotte o calcoli, ma solo con la pazzia dell’improvvisare, del seguire sogni e sensazioni. Su in salita fino a quel limite che chiamiamo impossibile, e però quando arrivi in cima e guardi bene, vedi che là davanti si apre una discesa a strapiombo verso orizzonti così smisurati che rubano il respiro.

Il nuovo romanzo di Fabio Genovesi, emozionante come un'onda impetuosa


"Una discesa a strapiombo verso orizzonti così smisurati che rubano il respiro": ci si sente così, un po' in caduta libera, mentre si legge il nuovo libro di Fabio Genovesi, Cadrò, sognando di volare.
La sensazione è quella di un volo inaspettato, l'adrenalina e la paura che attraversano insieme il corpo per darci un po' di coraggio mentre compiamo un'impresa che ci sembrava impossibile.


Il punto è che per l'autore non esistono imprese impossibili.
Siamo noi stessi a fissare un confine tra possibile e impossibile, ma poi la vita ci ricorda che è solo una distanza mobile, in continua evoluzione come succede al fiume Mississippi quando cambia strada per la furia delle piene.
Cadrò, sognando di volare è un libro che parla di questo: un inno al coraggio, alle cadute che ci fanno rialzare più caparbi di prima, a tutte quelle cose in cui crediamo con ogni parte di noi fino a farle diventare realtà.


Fabio Genovesi

Ritratto dell'autore © Claudio Sforza



I sogni di Fabio, Don Basagni, Marco Pantani e tanti altri



Ci sono diverse estati che si rincorrono dentro questo romanzo, gli eventi giocano a nascondino e il tempo si prende un po' gioco dei personaggi: il passato non è mai davvero passato e torna a rubare il respiro.
E soprattutto ci sono tanti sogni, così simili pur appartenendo a vite in apparenza lontane, che si specchiano l'uno nell'altro.


Sono quelli di Fabio, ventiquattrenne che studia svogliatamente giurisprudenza e che nell'estate del 1998, per evitare la leva militare obbligatoria, viene spedito in un ospizio di preti su in cima agli Appennini per svolgervi il servizio civile.
Non è proprio l'estate che ha immaginato, lì da solo senza divertimento, senza amici, senza ragazze, ma almeno da quell'eremo lontano potrà seguire bene il Giro d'Italia. 

Sono anche quelli di Don Basagni, bisbetico prete ottantenne che vive nell'ospizio senza metter mai piede fuori dalla sua camera, lontano da tutti e appeso solo ad alcuni ricordi del passato.
Anche a Don Basagni, come a Fabio, manca il coraggio di uscire nel mondo, di prendere il volo per andare chissà dove, dove segretamente vorrebbe e non riesce. 

I due non avrebbero nessuna voglia di trascorrere il tempo insieme, ma sono forzati a farlo e trovano nella passione ciclistica un denominatore comune.
Iniziano a seguire alla radio, col cuore che batte sempre più forte, le straordinarie imprese di Marco Pantani, un ragazzo di Cesena che quando è sulla bicicletta sembra prendere il volo, per cui non esiste nessuna salita troppo ripida da affrontare o nessuna caduta capace di metterti a tappeto.


Perché il ciclismo?
Non ha dovuto scegliere Fabio Genovesi, perché fin da piccolo il suo sport era il ciclismo. L'autore è cresciuto con il nonno che gli spiegava perché il calcio è un gioco e il ciclismo un vero sport.
E da grande si è poi innamorato delle gare in bici che vanno incontro alla gente e passano attraverso i nostri paesi più belli e delle storie e dei campioni del ciclismo.

Di "gente come Pantani, con tutti i suoi arrembaggi e il suo modo di interpretare e ballare la canzone della vita".

Insomma, ecco come sono arrivato al mio destino, proprio come Pantani: la vita ci ha fatti girare e girare dietro ai suoi frutti, ma alla fine ci ha portati in un punto preciso, dove voleva che arrivassero i suoi semi. E ora, dopo tanto impegno, ci trovavamo davanti al momento fondamentale: io dovevo scrivere la tesi e laurearmi, Pantani poteva correre il Giro d’Italia e provare a vincerlo.

Nei sogni e nel destino di Pantani si riconoscono così due persone, e con loro tante altre, che vorrebbero trovare il coraggio di diventare Pirati all'arrembaggio dell'impossibile.
Volando sulla bicicletta, guardando sempre avanti, rimettendosi in piedi dopo ogni caduta, sfidando le leggi della fisica e della prudenza, il Pirata incarna una spinta che può portarci tutti più lontano.


Ed è così che Fabio e il Don ritrovano qualcosa che era sepolto e sballottato indietro e avanti come tra le onde del mare.
Cercheranno, ognuno a suo modo, un seme nascosto da qualche parte in fondo al cuore che li porterà a tentare la loro impresa impossibile.

Cadrò, sognando di volare

Fabio Genovesi

Hai presente quando la radio passa la canzone che ascoltavi sempre alle superiori, e ti immaginavi nel futuro, libero e felice di fare quel che volevi... be', se a sentirla il cuore ti si stringe e alla fine devi cambiare stazione, vuol dire che in quel futuro qualcosa non è andato come sognavi. Così è per Fabio, che ha ventiquattro anni e studia giurisprudenza. La materia non lo entusias...

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Cosa dice la stampa sul romanzo

È così che il libro scorre lieve tra commozione e sorrisi. Fabio e don Basagni iniziano a guardare insieme il Giro (e poi il Tour) e trovano in Pantani e nelle sue fughe senza calcoli né compromessi, la ragione della loro amicizia e anche una certezza: «Nell'impossibile c'è questo di buono: una volta che ci stai dentro, tutto può succedere». (Massimo Arcidiacono, SportWeek)

 

Prima di essere un grande scrittore, Genovesi è un formidabile narratore, un moderno aedo. Leggendo Cadrò, sognando di volare, sembra di udire la sua voce, tanto è vivido il racconto. Così come Fabio e don Basagni ascoltano la voce di Jim Morrison che ripete Riders on the Storm, Riders on the Storm (il vecchio prete ha le sue manie, insospettabili). Sono infatti pagine di struggente bellezza, vibrazioni ed echi che si sollevano e si smorzano come le onde del mare. Dietro una prosa di sfumata leggerezza, dietro lo schermo del ciclismo, si nascondono gli angoli più insabbiati della psiche. (Aldo Grasso, Corriere della Sera)

 

Spunti e riflessioni sulla vita, sul mondo e sulla felicità che Genovesi tratta con la sua penna tagliente, ironica e poetica al tempo stesso. (Claudio Vecoli, Il Tirreno)

 

Incontra Fabio Genovesi nel suo tour
di presentazione del libro



GENNAIO

19 gennaio, ore 18.00, Pietrasanta, presso Sala dell'Annunziata, Piazza Duomo, ore 18.00
24 gennaio, ore 21.15, Empoli, presso Libreria Rinascita

FEBBRAIO
1 febbraio, ore 18.00, Forte dei Marmi, presso Villa Bertarelli
4 febbraio, ore 18.00, Torino, presso Circolo dei Lettori
5 febbraio, ore 18.00, Vercelli, presso Libreria Mondadori
5 febbraio, ore 21.00, Novara, presso Circolo dei Lettori
6 febbraio, ore 18.30, Biella, presso Libreria Giovannacci
12 febbraio, ore 18.30, Milano, presso Libreria Feltrinelli Duomo
15 febbraio, ore 18.30, Velletri, presso Libreria Mondadori
23 febbraio, ore 10.30, Abbiategrasso (Milano), presso Sala del Castello Visconteo
23 febbraio, Nerviano (Milano), incontro in collaborazione con la libreria Giratempo 

MARZO
1 marzo, ore 11.00, Reggio Emilia, presso Ridotto del Teatro Valli
14 marzo, ore 17.30, Poggibonsi (Siena), presso Sala Conferenze Teatro Politeama
15 marzo, Castiglione Fiorentino (dettagli evento in definizione)

Gli altri romanzi di Fabio Genovesi