Dal Brasile una storia di donne, di madri, di figlie

di Redazione Libri Mondadori

Una storia. Venti storie

In ogni epoca, in ogni luogo ci sono sempre state donne potenti quanto gli uomini, sono sempre esistite, e non sono state poche.

Maria José Silveira, autrice e traduttrice brasiliana, ha scritto un romanzo originale, anomalo pure nel titolo: La madre della madre di sua madre e le sue figlie. Quasi uno scioglilingua, che vuole alludere alle storie di questo romanzo. Dunque non una ma tante storie, per la precisione venti.
Silveira tiene insieme le voci delle protagoniste costruendo un albero genealogico solo femminile in cui si avvicendano i ritratti di venti donne, che si passano il testimone di madre in figlia vivendo cinque secoli di storia, dal Cinquecento fino ai giorni nostri.
Nelle vite di queste donne si delinea la storia di un Paese, l'immenso Brasile, da quando i primi portoghesi misero piede in quella terra ricca e maravilhosa, passando per lo schiavismo delle grandi piantagioni, alla violenza della dittatura militare.

Brasile

Un melting pot di popoli

Tutto ha avuto origine con Inaiá, figlia di un guerriero tupiniquim, nata nel giorno in cui i portoghesi misero piede per la prima volta in Brasile. Inaiá, dalla pelle rossiccia, rideva, rideva sempre anche negli incontri amorosi con Ferñao, figlio di tavernieri del porto di Lisbona e mozzo di una nave che commerciava pau-brasil.
Nella storia che inizia con il Brasile "scoperto" dai portoghesi, ci saranno donne schiave, libere, rapite, cannibali, vendicatrici, combattenti, viaggiatrici, assassine, proprietarie di terreni e di schiavi, capaci di interpretare i sogni, attiviste politiche: donne che hanno fatto da zero la storia del Brasile. Con queste venti storie, Maria José Silveira punta un potente riflettore sul ruolo avuto dalle donne nella storia del suo Paese e critica il machismo e l'abuso di potere che ancora prevalgono nella società brasiliana, ma non solo in quella.

Con Inaiá e Ferñao inizia il primo dei tanti incroci fra popoli, quello fra un'indigena e un portoghese, per continuare con l'incontro della loro figlia meticcia Tebereté con un normanno, e con l'unione della loro figlia con uno schiavo nero deportato dall'Africa.
Si susseguono matrimoni con spagnoli, italiani e libanesi e nel corso dei secoli le donne "dimenticano" il loro passato di meticce, non sono più consapevoli che nelle loro vene scorre il sangue di indigene, di schiave, di tanti popoli diversi: un melting pot di genti e di razze. Nella storia finale, quella di Maria Flor, si riconoscono i semi delle vite che l'hanno preceduta e, osservandola si ha l'impressione di cogliere con uno sguardo i cinquecento anni di storie passati.

La madre della madre di sua madre e le sue figlie

Proprio come mi vedi, ci sono secoli in me: numeri, nomi, il luogo dei mondi e il potere dell'infinito.

Cecília Meireles, "Trânsito"

La madre della madre di sua madre e le sue figlie

Maria José Silveira

Indigene. Libere. Rapite. Assassine. Vendute. Schiave. Vendicatrici. Cannibali. In grado di interpretare i sogni. Capaci di un odio così grande da non lasciare spazio a nessun altro sentimento. Sono tutte donne di una stessa famiglia che ha avuto origine con Inaiá, figlia di un guerriero tupiniquim, nata nel giorno in cui i portoghesi misero piede per la prima volta in Brasile, ed è prosegui...

Scopri di più

L'albero genealogico

Inaiá (1500-1514) + Fernão il Giovane; regione di Porto Seguro / Bahia, vicino al Monte Pascoal.

Tebereté (1514-1548) + Jean-Maurice; regione dell’emporio di Cabo Frio / Rio de Janeiro.

Sahy (1531-1569) + Vicente Arcón; fazenda vicino alla costa di Bahia.

Filipa (1552-1584) + Mb’ta; fazenda di Bahia e stabilimento a Recife.

Maria Cafuza (1579-1605) + Manu Taiaôba; San Paolo, Rio de Janeiro, Bahia e Pernambuco.

Maria Taiaôba (1605-1671) + Duarte Antônio de Oliveira; Olinda e Salvador.

Belmira (1631-1658) + Wilhelm Wilegraf; Olinda e Salvador.

Guilhermina (1648-1693) + Bento Vasco; Olinda, Salvador e confine tra Espírito Santo e Minas Gerais.

Ana de Pádua (1683-1730) + José Garcia e Silva; Sabará / Minas Gerais.

Clara Joaquina (1711-1740) + Diogo Ambrósio; Sabará e fazenda nell’interno dello Stato di Rio de Janeiro.

Jacira Antônia (1737-1812) + Capitano Dagoberto da Mata; fazenda nell’interno di Goiás.

Maria Bárbara (1773-1790) + Jacinto; fazenda nell’interno di Goiás.

Damiana (1789-1822) + Inácio Belchior; fazenda nell’interno di Goiás.

Açucena Brasilia / Antônia Carlota (1816-1906) + Caio Pessanha; Rio de Janeiro e confine tra Minas Gerais e San Paolo.

Diana América (1846-1883) + Hans G.; città di Rio de Janeiro.

Diva Felícia (1871-1925) + Floriano Botelho; città di Rio de Janeiro.

Ana Eulália (1906-1930) + Umberto Rancieri; Rio de Janeiro e San Paolo.

Rosa Alfonsina (1926-) + Túlio Faiad; interno di Minas Gerais e Brasilia.

Lígia (1945-1971) + Francisco Mata; Brasilia e Rio de Janeiro.

Maria Flor (1968-) + Joaquim Machado; Brasilia e Rio de Janeiro.

Brasile

La mappa delle regioni del Brasile

L'incipit del libro

D’accordo.
Se è quello che volete, raccontiamola, allora, la storia delle donne della famiglia.
Ma lo faremo con calma.
La faccenda è delicata, la famiglia è complessa, e non è stato tutto rose e fiori in questa storia.
Certo, ci sono state gioie e amori, molte battaglie e conquiste, grandi realizzazioni, in fondo loro hanno contribuito a costruire questo paese quasi da zero. Ma ci sono anche state pazze, assassine, molte disgrazie e tristezze. Grandi dolori. Davvero molti.
E ricordatevi anche, se ce ne fosse bisogno, che siete stati voi a chiedermi che questa volta raccontassi la vita delle donne. Se a un certo punto doveste pensare che sto sorvolando troppo in fretta sui maschi, non venitemi ad accusare di femminismo tardivo. Vi dico fin da subito che la vita degli uomini è interessante quanto quella delle donne, e se non mi addentro troppo in quel campo è solo per assecondare il vostro desiderio.
E visto che il momento si avvicina sempre di più, iniziamo a raccontare la storia fin dal principio.
Partiamo da Inaiá, la piccola tupiniquim [Gruppo etnico del Brasile, discendente dei Tupi] l’origine di tutto.