"Milioni di anni fa siamo scesi dagli alberi, per poi
passare gran parte del nostro tempo a tagliarli o
bruciarli. Da diecimila anni abbiamo anche imparato
a piantarli e ad accompagnarne la crescita, ma
lo abbiamo fatto sempre di meno. E adesso che
avremmo bisogno di loro per mantenere gli equilibri
ecologici, ci accorgiamo che sono troppo pochi.
Il rapporto tra gli organismi più evoluti del regno
animale e quelli del regno vegetale non è stato
equo, perché noi (che ci siamo nominati Sapiens
o addirittura Sapiens Sapiens) abbiamo già tagliato
almeno la metà delle foreste del pianeta, nonostante
i loro alberi abbiano reso il suolo fertile
e l'aria respirabile, mitigato gli eccessi del clima,
fornito legna, frutti, ombra, bellezza per mille usi
indispensabili e piacevoli."
Ci sono molte buone ragioni per abbracciare gli alberi,
e Giuseppe Barbera ce le mostra tutte, oltre
a offrirci una vera e propria guida per piantarli e
proteggerli. "Oggi molti credono - e moltissimi lo
hanno creduto in passato - che attraverso questo
gesto alberi e uomini entrino in comunicazione. Il
senso del sacro è nato proprio al cospetto degli
alberi, osservando la loro capacità di andare oltre
i limiti angusti della primitiva percezione: le radici
in fondo alla terra e le chiome che si perdono nel
cielo, la vita che rinasce ogni primavera dopo che è
sembrata terminare in autunno.
Si può poi andare oltre l'abbraccio e manifestare in
modo più profondo e concreto le ragioni della riconoscenza
e dell'alleanza. Per esempio proteggendo gli
alberi da inutili tagli e incendi, seminandoli o piantandoli
nei boschi o lungo le strade, coltivandoli con
cura, difendendone la crescita, mantenendo il posto
che si sono conquistati nell'immaginario e nelle arti.
Nel prossimo futuro gli alberi torneranno molto utili:
nelle strategie internazionali è a loro demandato
un ruolo decisivo nel contenimento dell'effetto
serra, nella lotta alla fame e alla desertificazione.
Piantarli e difenderli non è, quindi, solo affare degli
arboricoltori, ma di chiunque abbia a cuore le sorti
del pianeta e delle generazioni future."
Editore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:Strade blu
Pagine: 216
Formato: 15,0 x 21,0
Legatura:brossura con alette
Prezzo: 17.00 €
ISBN: 978880458743
Stato: In listino
Giuseppe Barbera, professore ordinario di Colture Arboree all'Università di Palermo, si occupa di sistemi e paesaggi della tradizione agricola mediterranea. Ha ricevuto numerosi titoli accademici e scientifici (molti dei quali specifici sugli agrumi) e, oltre alle numerose pubblicazioni scientifiche, è autore di L'Orto di Pomona. Sistemi tradizionali dell'arboricoltura mediterranea, L'Epos, 1999; Ficodindia, L'Epos, 2002 (Premio Grinzane Cavour, Menzione Speciale, Giardini Botanici Villa Hanbury); Der Sizialianische Garten in Sansoucci, Un giardino siciliano in Germania, Eidos, 2003. Ha curato la mostra "I Pomi d'oro", prima mostra nazionale delle antiche varietà di agrumi italiani, (aprile 1999, palazzo Bettoni Cazzago, Gragnano), in collaborazione con il Politecnico di Milano, ed è stato responsabile scientifico del recupero del giardino di agrumi della "Kolymbetra" (Parco della Valle dei Templi) per conto del FAI.