I sinistrati siamo noi. Brutalizzati alle elezioni,
battuti culturalmente, spintonati ai margini di
una società cattiva. Alcuni legati a un'idea troppo
razionale di riforme difficili, altri pervasi dalla
nostalgia di rivoluzioni impossibili. Risultato:
I care. We can. They win.
Certo che vinceranno sempre gli altri. Perché
noi siamo fuori tempo, fuori moda, fuori gioco.
E con la triste euforia degli esclusi, fra l'autolesionismo
e l'autocompatimento, ci prepariamo a
diventare una minoranza permanente. Ma non
è colpa nostra: scienziati autorevoli hanno dimostrato
che si è di sinistra per via del Dna. C'è
di mezzo un dannato gene altruista. Come dire
che siamo fessi per natura. Per questo il Partito
democratico ha sbagliato tutte le strategie,
si è illuso di vincere, si è schiantato contro Berlusconi,
e dopo la batosta non ha ancora deciso
se sopravvivere a una sconfitta storica o lasciarsi
naufragare. Ci vorrebbe una cultura, un leader,
uno schema politico. Ci vorrebbe almeno
un'idea. Invece, i riformisti non hanno ancora
un programma e gli estremisti non hanno più
un peso. Di idee, non se ne parla più.
Edmondo Berselli descrive, con affetto, la storia
e la malattia dei sinistrati italiani, e formula senza
pietà la relativa diagnosi. L'Italia va a destra,
ritrova nel partito di Berlusconi il clima confortevole
di una Dc senza preti, mentre le corporazioni
prosperano e la concorrenza latita. C'è una
speranza per la sinistra e i sinistrati? Oppure li
attende un deserto infinito, e la condanna di attraversarlo
fra miraggi crudeli? Forse, ormai si
è di sinistra solo sulla scia di un sentimento, di
una memoria, di una nostalgia. Siamo alieni in
politica, stranieri in patria, perplessi nel mondo.
L'unica vera risorsa è l'ironia, che consente
di dire a noi stessi, per consolazione, come in un
vecchio film di Totò: "Sinistri si nasce. E anch'io,
modestamente, lo nacqui".
Editore: Mondadori
Anno: 2008
Collana:Saggi
Pagine: 204
Formato: 14,0 x 21,5
Legatura:cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 17.50 €
ISBN: 978880458404
Stato: In lavorazione
Edmondo Berselli (1951), editorialista della "Repubblica" e dell"Espresso", ha diretto per sei anni la rivista "il Mulino". E' conosciuto per i suoi libri quasi narrativi, come il cult book Il più
mancino dei tiri (1995), dedicato al «piede sinistro di Dio», l'anarchico fuoriclasse Mariolino Corso, o Quel gran pezzo dell'Emilia (2004), capitoli di una ricostruzione della vicenda italiana che non si nega uno sguardo personale, diventato quasi autobiografico in Adulti con riserva. Come era allegra l'Italia prima del '68 , in cui la modernizzazione durante il miracolo economico e gli anni
Sessanta è l'occasione per raccontare un nostro possibile «come eravamo», fra il centrosinistra e l'età del beat. Sul versante dell'esplorazione del cambiamento politico e sociale italiano, invece, il suo libro più importante è Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio (2003), a cui hanno fatto seguito, nel 2006, un irridente pamphlet sui protagonisti della cultura italiana, Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia e, nel 2008, Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica, semiamara riflessione sul destino della sinistra italiana.