Metamorfosi - vol. III (Libri V-VI)

Ovidio
Metamorfosi - vol. III (Libri V-VI)
Insieme all'Odissea, le Metamorfosi sono il libro più fortunato che l'antichità classica ci abbia lasciato. Dante e Shakespeare, pittori e scultori, musicisti e romanzieri di ogni paese e di ogni età lo hanno amato, riscritto, illustrato, dipinto. È il libro che per la sua leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità Italo Calvino affidava al terzo millennio. È la summa del mito antico, ma anche delle passioni e dell'infelicità che dominano da sempre il mondo. Tutto, secondo Ovidio, muta: il cosmo, gli dèi, i corpi degli uomini e delle donne. Nelle Metamorfosi, le storie di animali che divengono pietre, di eroi e ninfe mutati in stelle, di numi che s'incarnano, nascono l'una dall'altra, si intrecciano, riaffiorano in sequenza velocissima e cangiante. Nel libro V ecco il completamento del ciclo dedicato a Perseo; poi, al centro del libro VI, l'orrenda tragedia di Tereo, Procne e Filomela - una cupa narrazione di violenza carnale, mutilazione e cannibalismo - che fa nascere l'usignolo, la rondine e l'upupa nel mondo postdivino. Ma i due libri contengono anche le storie degli umani che hanno osato sfidare gli dèi: come Niobe che contesta a Latona la sua divinità. E soprattutto mettono in primo piano le vicende di coloro che hanno voluto gareggiare con gli immortali nelle arti: le Pieridi contro le Muse, Aracne contro Minerva, Marsia contro Apollo. Risuona, qui, il motivo del rapporto fra potere e artisti, centrale nella cultura augustea e nella vita di Ovidio stesso. Esso rientra però in quello più generale che riguarda la natura della poesia: in cosa si distingue quella umana da quella divina? Il flauto di Marsia da quello di Apollo, la tela complessa di Aracne da quella di Minerva, l'elaborato racconto delle Pieridi dalle creazioni delle Muse? Il mito è di tutti, e tutti, uomini e dèi, lo cantano. "Piantatela di ingannare la gente ignorante con vane armonie", dicono le nove figlie di Piero alle nove dee dell'ispirazione. Invariabilmente sconfitti, gli umani che si provano nelle arti contro i signori dell'Olimpo appaiono però narratori, tessitori di mitiche meraviglie e musici impareggiabili: come Ovidio. La Fondazione Valla prosegue con questo la pubblicazione in sei volumi delle Metamorfosi, basando il testo e gli apparati su quelli editi da Richard Tarrant per gli Oxford Classical Texts, e per la cura generale di Alessandro Barchiesi. Il commento è affidato a Gianpiero Rosati. La traduzione è opera di Gioachino Chiarini.
Editore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:Scrittori greci e latini
Pagine: 416
Formato: 12,5 x 19,5
Legatura:cartonato con sovraccoperta
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Prezzo: 30.00 €
ISBN: 978880458348
Stato: In listino
Curatore:
Traduzione:
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