Pubblicato nel 1884, Le avventure di Huckleberry Finn è uno dei libri più giustamente celebri di sempre. Le vicende del giovanissimo Huck, che discende il Mississippi su una zattera insieme allo schiavo fuggiasco Jim, rispecchiano le ansie profonde di una giovanissima nazione: i problemi razziali, l'incombere di un'assurda guerra civile, le laceranti divisioni di classe.
Twain lasciò con il romanzo un contributo fondamentale nella storia della letteratura statunitense e non solo, facendo del racconto picaresco uno strumento di lucida analisi sociale. Ma soprattutto consegnando nella mani della "generazione perduta" e di tutti gli scrittori novecenteschi un eccezionale strumento espressivo: la lingua americana, con tutti i suoi slang, usata senza alcuna reticenza o censura.
Mark Twain, nato nel 1835 sulle rive del Mississippi, cominciò a lavorare giovanissimo. Fu tipografo, pilota sui battelli a vapore, minatore e cercatore d'oro. In seguito si dedicò alla scrittura, collaborando con giornali e pubblicando romanzi. Il fiume Mississippi gli garantì una fonte inesauribile di ispirazione, fornendogli anche lo pseudonimo di Mark Twain (espressione che nel gergo fluviale indicava la profondità dell'acqua).