Il canto delle manére

Mauro Corona
Il canto delle manére
"Occorre sapere che ogni albero è buono. Non
fa niente a nessuno, un albero, sta fermo in
piedi, massimo muove la punta nel vento. Ma
se uno con la scure gli tira via la natura, che
è quella di stare in piedi, l'albero si muove. E
muovendosi senza gambe, perché le ha tagliate,
cade giù. Allora bisogna saper dove cade, farlo
andare al posto giusto, se no batte e torna indietro
con una forza che rompe il mondo."
Lo sa bene quanto sia pericoloso il suo mestiere
Santo Corona della Val Martin, il più
grande dei boscaioli, colui che è capace di recidersi
di netto una striscia di peli dal polpaccio
senza intaccare la carne con un solo colpo della
sua manéra, l'ascia che per lui e tutti gli altri
taglialegna è come la spada per il samurai.
Se esiste ancora, nella narrativa contemporanea,
uno spazio per l'epica, un'ampia porzione
di questo territorio è occupata dall'opera
di Mauro Corona. L'epica di Corona è spontanea,
non è costruita e atteggiata secondo le
pose postmoderne; è la voce profonda di un
mondo in via di estinzione ma che ancora ha
la forza di testimoniare la sua antica esistenza
arcaica e brutale, eppure pervasa di una poesia
della natura capace di incanto e di imprevedibili
dolcezze.
Santo della Val è il classico eroe vittima del
proprio orgoglio: per orgoglio si rovina la vita
costringendosi ad abbandonare il paese natale
e a errare nell'Esempòn - ovvero in terra straniera
-, randagio per i boschi dell'Austria, per
orgoglio deve alzare ogni volta la posta delle
sue sfide, per orgoglio rinuncia all'amore, per
orgoglio è destinato a non trovare mai pace.
Il mondo di Corona, che sempre più lettori
hanno imparato a conoscere e amare, il mondo
dei monti aspri, dei boschi bui, degli inverni
gelidi e dei risvegli miracolosi delle stagioni,
il mondo in cui i diritti della natura sono più
forti e più sentiti di quelli degli uomini, questa
volta si fonde, in maniera imprevedibile e imperiosa,
con un altro dalle leggi completamente
diverse, quello della cultura. L'esilio amaro
sarà infatti temperato dagli incontri con Hugo
von Hofmannsthal, con Robert Walser e con
una comunità di scrittori che, in una sorta di
valle dell'Eden, mostreranno a Santo, sia pure
per un attimo breve, come la vita possa essere
anche altro da un perenne, velenoso agone.
Editore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 416
Formato: 14,0 x 21,5
Legatura:cartonato con sovraccoperta
|
Prezzo: 20.00 €
ISBN: 978880459071
Stato: In listino
|
| |
|
Mauro Corona
Mauro Corona (Erto, Pordenone 1950) ha seguito fin da bambino il nonno paterno (intagliatore) in giro per i boschi. Nello stesso tempo, il padre lo portava a conoscere tutte le montagne della valle. Dal primo ha ereditato la passione per il legno, diventando uno degli scultori lignei più apprezzati d'Europa. Dal padre gli deriva l'amore per la montagna. Alpinista e arrampicatore fortissimo, Mauro Corona ha aperto trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d'Oltre-Piave.
È autore di Il volo della martora, Le voci del bosco (entrambi tradotti in Germania), Finché il cuculo canta, Gocce di resina, La montagna, Nel legno e nella pietra, Aspro e dolce, L'ombra del bastone, Vajont: quelli del dopo, I fantasmi di pietra, Cani, camosci cuculi (e un corvo), Storia di Neve, Il canto delle manére e della raccolta di fiabe per ragazzi Storie del bosco antico.
|
«Il tordo infilava il becco tra le stecche della
gabbietta com...
|
|
|
|
Storie che raccontano di quando il mondo era giovane, la puzzola ...
|
|
|
|
Storie che raccontano di quando il mondo era giovane, la puzzola ...
|
|
|
|
"Occorre sapere che ogni albero è buono. Non
fa niente a nessuno,...
|
|
|
|
Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel gelido inverno del 19...
|
|
|
|
Al centro di questo libro, che per situazioni
e atmosfere è da an...
|
|
|
|
Mauro Corona ci prende per mano e ci accompagna in una passeggiat...
|
|
|
|
Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel
gelido inverno del 19...
|
|
|
|
È delizioso ascoltare a primavera il canto del cuculo che annunci...
|
|
|
|
"Sono venuto a conoscenza del linguaggio
degli alberi, stagione d...
|
|
|
|
Erto. Un paese abbandonato, silenzioso, fermato in un'istantanea
...
|
|
|
|
Mauro Corona conosce la lingua del bosco. Durante le sue camminat...
|
|
|
|
Novantatré storie, e un epilogo, legate tra loro da una inconfond...
|
|
|
|
Gli alberi raccontano storie, ma bisogna essere persone
speciali ...
|
|
|
|
Gli alberi raccontano storie, ma bisogna essere persone
speciali ...
|
|
|
|
|
|