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Niccolò Branca: non solo un libro, non solo un manager

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Niccolò Branca: non solo un libro, non solo un manager

Non capita tutti i giorni di incontrare l'autore di un libro. Non capita tutti i giorni di incontrarlo nel luogo dove lavora.

Ieri abbiamo conosciuto Niccolò Branca nella storica sede milanese delle Distillerie Fratelli Branca (costruita tra il 1908 e il 1913) per parlare del suo libro Per fare un manager ci vuole un fiore.

È infatti presidente e amministratore delegato della holding del Gruppo Branca International dal 1999, ma la società, produttrice di liquori storici come Fernet, Stravecchio e Brancamenta, si tramanda di generazione in generazione dal 1845, da oltre 160 anni.

Non siamo davanti però al classico dirigente d'azienda che ci si potrebbe aspettare, e infatti l'incontro inizia con un breve "tour" dello stabilimento dove, insieme a giornalisti e blogger, veniamo guidati dallo stesso Niccolò Branca: ci incamminiamo tra mortai, alambicchi e distillatori, alle pareti le prime insegne, i poster di cartellonisti come Metlicovitz e le campagne pubblicitarie degli anni Settanta e Ottanta, fin giù nelle cantine, luogo magico dove tuttora avviene l'analisi delle erbe, la distillazione, la maturazione e l'invecchiamento dei liquori nelle immense botti.

Inebriati dai profumi degli aromi e delle spezie, arriva il momento di fare qualche domanda sul libro al suo autore. Per fare un manager ci vuole un fiore non nasce da un master in business administration ad Harvard ma durante un viaggio in Indonesia, dove Niccolò Branca si avvicina alla meditazione e alla spiritualità orientale. Non a caso descrive il suo ideale di manager, come una persona "con la luce negli occhi", ossia capace di avere consapevolezza, passione, voglia di costruire qualcosa che vada oltre l'interesse e il successo personale, ma che sia d'aiuto per la collettività.

Quella che vuole costruire è un'"economia della consapevolezza": ossia un modello di sviluppo economico in cui sfruttare la coscienza e l'autoconsapevolezza maturate grazie alla meditazione, per creare un profitto che abbia alla base e come fine la felicità e il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone coinvolte nell'intero processo produttivo.

Alla domanda su chi si immaginava, durante la stesura, sarebbe stato il lettore tipo del suo libro, Niccolò Branca spera di potersi rivolgere al maggior numero di individui: a chi si dedica e conosce già la meditazione, di modo che possa portare i benefici di questa pratica anche nella vita pratica, a chi ancora non conosce questa disciplina ma che si sente pronto al cambiamento, a tutti coloro che cercano degli spunti per mettere in atto la propria creatività.

«Se avessi affrontato alla vecchia maniera le sfide che il mondo mi ha proposto, sono sicuro che non ce l'avrei fatta», questo è il suo consiglio ai giovani, ossia investire sulla propria professionalità, ma soprattutto interrogarsi sempre e chiedersi se quello che fanno è ciò che realmente vogliono, perché se uno fa qualcosa con passione sarà sempre soddisfatto, perché trova le motivazioni del suo agire all'interno di se stesso.

Non capita tutti i giorni di incontrare una persona come Niccolò Branca.. ma potete seguirlo sul suo nuovo blog.

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