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La nuova geografia del lavoro di Enrico Moretti è "il libro di economia più importante dell’anno 2013" per Forbes

La nuova geografia del lavoro di Enrico Moretti è "il libro di economia più importante dell’anno 2013" per Forbes

Enrico Moretti è un giovane economista italiano di 45 anni che insegna negli Stati Uniti - è professore di economia all'università di Berkeley - e i suoi interventi sono spesso pubblicati su importanti giornali come il "New York Times" e il "Wall Street Journal".

Ma è stato anche recentemente convocato alla Casa Bianca direttamente dal presidente Barack Obama per discutere la tesi del suo ultimo saggio La nuova geografia del lavoro: uno studio che ha generato un serio dibattito negli USA, tanto da essere citato da Eric Schmidt, presidente del CDA di Google, in un editoriale del "Financial Times". Moretti ha per esempio scoperto che in una città, per ogni nuovo posto di lavoro in aziende d'avanguardia, se ne generano altri 5 in settori più tradizionali.

In questo saggio l'economista Enrico Moretti esamina i cambiamenti epocali che stanno trasformando il lavoro nei paesi industrializzati: ci troviamo infatti di fronte a uno spostamento da economie basate sulla produzione industriale tradizionale ad altre basate sull'innovazione e sulla produzione di beni e servizi ad alto contenuto di capitale umano. Ne discute le ragioni profonde e soprattutto ne ha esaminato gli effetti che avranno sul futuro delle principali regioni economiche dei paesi occidentali, tanto che il suo libro La nuova geografia del lavoro è, secondo la rivista Forbes, "il libro di economia più importante dell’anno 2013".

Ma non è solo la situazionr americana a essere presa in considerazione; in un contesto europeo, il caso italiano si rivela particolarmente interessante perché l'Italia, a differenza di Inghilterra, Germania e di altri paesi nord-europei, non ha sviluppato il settore dell'innovazione.

Per citare un esempio, la ricerca farmaceutica, che alla fine degli anni Ottanta era fiorente e assicurava migliaia di posti di lavoro e prodotti competitivi, è oggi praticamente scomparsa, trasferita in Nord Europa e negli Stati Uniti. Un altro esempio è rappresentato dal settore hi-tech (software, hardware, Internet, new media), che in Italia, a differenza di quanto è avvenuto in Inghilterra, non si è mai sviluppato in maniera significativa. L'unica impresa italiana di computer di una certa entità, l'Olivetti, è progressivamente uscita dal mercato nel corso degli anni Novanta. Un terzo esempio è il settore delle "tecnologie verdi", che vede Germania e USA leader indiscussi e l'Italia in fondo alle classifiche internazionali.

Questo libro mette a confronto l'esperienza italiana con quella di altri paesei europei che hanno avuto più successo nella creazione di posti di lavoro, discutendo e motivandone le differenze, e proporrà possibili soluzioni per incentivare un settore - quello dell'innovazione - che sta rapidamente diventando il motore economico principale dei paesi industrializzati.

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