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"Applausi a scena vuota" di David Grossman nella longlist del Man Booker International Prize 2017

David Grossman International Booker Prize 2017

Il Man Booker International Prize è un premio letterario inglese, introdotto nel giugno 2004 a corredo di uno dei più prestigiosi riconoscimenti del Regno Unito, il Man Booker Prize.

Dal 2005 al 2015 questo premio è stato conferito ogni due anni a un autore vivente, di qualsiasi nazionalità, che abbia prodotto una serie di opere in inglese o disponibili in traduzione in lingua inglese. 

Questo riconoscimento voleva premiare la "continua creatività, sviluppo e contributo generale alla narrativa nel mondo" e si riferiva a un'intera produzione letteraria piuttosto che a un singolo libro.

I manoscritti non potevano essere sottoposti alla giuria e i giudici fornivano personalmente la loro lista di autori candidati.

All'inizio del 2016, la meccanica è stata significativamente rinnovata. Conferito annualmente a un singolo romanzo in traduzione in lingua inglese, il premio di £50.000 viene diviso tra l'autore e il traduttore del volume vincente.

Il 14 marzo è stata annunciata longlist dei 13 romanzi finalisti dll'edizione 2017 del Man Booker International Prize, e il 20 aprile tra quelli proposti saranno selezionati i 6 che accederanno alla seconda fase del premio. Uno, infine, verrà eletto vincitore il 14 giugno durante una cerimonia che si terrà a Londra. 

Tra gli autori nominati quest'anno anche lo scrittore israeliano, David Grossman con A Horse Walks into a Bar, tradotto in italiano con il titolo Applausi a scena vuota.

In un oscuro locale nella zona industriale della cittadina costiera di Netanya un comico, Dova’le G. (Dov Greenstein) di 57 anni, piccolo di statura e dall’aspetto malaticcio, tiene uno spettacolo di cabaret. Battute taglienti, ironia provocante, punzecchiature agli spettatori.

Fra il pubblico c’è anche Avishay Lazar, giudice in pensione che Dova’le ha espressamente invitato. Da ragazzi avevano preso insieme ripetizioni di matematica e avevano avuto una breve, strana e liberatoria amicizia. Dova’le ha serbato gelosamente il ricordo di quel legame ma Avishay fa molta fatica a rammentarsi del vecchio amico, tanto che al telefono quasi non lo riconosce, è sospettoso. Ma Dova’le ha una sola, semplicissima richiesta: desidera che Avishay assista allo spettacolo e gli dica cosa vede: “la cosa che un uomo irradia all’esterno senza volerlo, che solo lui possiede al mondo… Il segreto, il mistero, il fremito, l’unicità. Tutto ciò che va oltre le parole per descrivere un essere umano, oltre le cose che gli sono successe, oltre ciò che si è complicato e distorto”.

Nel corso della serata lo spettacolo cambia di tono. Dova’le comincia a parlare di un episodio del suo passato che lo ha segnato profondamente. Figlio unico profondamente legato alla madre, sopravvissuta alla Shoah e a un paio di tentativi di suicidio, Dova’le aveva un rapporto a dir poco problematico col padre. Il suo talento comico è dovuto al fatto di essere sempre stato fisicamente debole e, di conseguenza, facile bersaglio degli scherzi e della cattiveria dei compagni ai quali cercava di sfuggire ricorrendo all’umorismo. All’età di poco più di tredici anni Dova’le parte con i compagni di scuola per una settimana di addestramento premilitare dove subisce angherie particolarmente malvagie. Pochi giorni dopo, però, viene chiamato a rapporto e informato che deve partire immediatamente per Gerusalemme per assistere al funerale di uno dei genitori. Nella concitazione del momento non riesce ad afferrare quale dei due sia morto.

Ormai adulto Dova’le racconta quel viaggio tremendo, svelando agli spettatori in sala i sentimenti e le sensazioni di un ragazzino di 13 anni che parte verso il funerale del proprio genitore, attanagliato dall’incertezza e dall’angoscia. Raccontando poi il modo in cui, attraverso l’ironia, ha imparato a cavarsela da solo in una nuova vita a fianco del padre. Intanto l’amico Avishay lo ascolta, segue la sua storia e lo ritrova…

Noto per il suo impegno volto a una risoluzione pacifica della questione palestinese, David Grossman è uno dei più grandi narratori contemporanei.

Qui la longlist completa del Man Booker International Prize 2017:

  • Mathias Énard (Francia), Charlotte Mandell (traduttore), Compass
     
  • Wioletta Greg (Polonia), Eliza Marciniak (traduttore), Swallowing Mercury
     
  • David Grossman (Israele), Jessica Cohen (traduttore), A Horse Walks into a Bar
     
  • Stefan Hertmans (Belgio), David McKay (traduttore), War and Turpentine
     
  • Roy Jacobsen (Norvegia), Don Bartlett and Don Shaw (traduttores), The Unseen
     
  • Ismail Kadare (Albania), John Hodgson (traduttore), The Traitor's Niche
     
  • Jón Kalman Stefánsson (Islanda), Phil Roughton (traduttore), Fish Have No Feet
     
  • Yan Lianke (Cina), Carlos Rojas (traduttore), The Explosion Chronicles
     
  • Alain Mabanckou (Francia), Helen Stevenson (traduttore), Black Moses
     
  • Clemens Meyer (Germania), Katy Derbyshire (traduttore), Bricks and Mortar
     
  • Dorthe Nors (Danimarca), Misha Hoekstra (traduttore), Mirror, Shoulder, Signal
     
  • Amos Oz (Israele), Nicholas de Lange (traduttore), Judas
     
  • Samanta Schweblin (Argentina), Megan McDowell (traduttore), Fever Dream
     
  • Muhammad Farooq Ullah Khan, (Pakistan), Lost Soul
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