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Alessandro Schwed presenta "La via del pavone " il 28 febbraio a Firenze

Alessandro Schwed presenta "La via del pavone " il 28 febbraio a Firenze

Cosa può accadere se uno strampalato architetto deve disperatamente riuscire a catturare un pavone che svolazza per i tetti di Roma?

Giulio Campennì è un architetto cinquantenne piuttosto strambo. Non ama uscire di casa e adora osservare il mondo esterno con un binocolo. La sua vita emotiva, del resto, sembra piuttosto arida, condizionata dal carattere umorale della moglie Ionta e dall'opprimente presenza della dispotica suocera. Rimasta da poco vedova, Nelly decide di non rinunciare alle vacanze con la figlia e affida il suo unico animale domestico, un pavone, a Giulio, facendogli capire che deve trattarlo come un figlio. Ma le due non fanno in tempo ad andarsene che il pavone è già scappato sopra i tetti...

Comincia così per Giulio un rocambolesco e paradossale inseguimento lungo le vie di Roma; ma dopo una folle corsa dietro a un tram, una spericolata avventura in motorino con un figurante romano, il mancato arresto della polizia, Giulio si deve rassegnare: del pavone non c'è traccia. Quando torna a casa, più morto che vivo, trova ad attenderlo Riccardo, il figlio che ha avuto "per sbaglio" da un'altra donna e di cui la suocera, per volere della moglie, ignora l'esistenza.

Sarà il figlio ad aiutare Giulio Campennì a stanare il pavone, e una volta catturato il pennuto si renderanno conto di aver ritrovato anche il loro rapporto.

Venerdì 28 febbraio 2014 alle ore 18.30 presso la Libreria dei lettori di Firenze l'autore Alessandro Schwed presenterà il suo ultimo romanzo La via del pavone. Con l'autore presentano: Lido Contemori, disegnatore e umorista e Paolo Albani, scrittore e critico.

E sul Messaggero di oggi, un bello squarcio critico sul libro di Filippo La Porta:«Il suo è uno sguardo diverso su Roma, ad altezza di pavone (...) un inseguimento picaresco, tra figuranti centurioni e bonari agenti di polizia. {...} Ci voleva l'estro comico-surreale di Schwed per raccontare la città palcoscenico, esausta e vitale. caciarona e sguaiata: una Roma sempre in fuga da se stessa, dal suo ingombrante passato e dalla sua bellezza celestiale (come il pavone), sempre felicemente precipitante».

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