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20 giugno 2017: si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato

20 giugno 2017: si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato

«Spesso si pensa che la difficoltà per i profughi sia solo la traversata in mare. Quella è solo l’ultima tappa. Ho ascoltato i loro racconti a lungo. La scelta di partire, di lasciare la propria terra. Poi il deserto. Il deserto è l’inferno, dicono, e non lo puoi capire se non ci sei dentro. Poca acqua, stipati sui pick-up, dove se ti siedi nel posto sbagliato sei sbalzato fuori e muori. E quando l’acqua finisce, per sopravvivere puoi bere solo la tua urina. Giungi in Libia, pensi che l’incubo sia finito, e invece ha inizio un altro calvario: la prigione, le torture, le sevizie. Solo se riesci ad affrontare tutto questo, a superare tutte le crudeltà, ti imbarchi. E se non muori in mare, finalmente arrivi, e speri che la tua vita possa ricominciare.
Ho visto di tutto qui a Lampedusa.»

(da Lacrime di sale di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta)

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, ricorrenza annuale voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto invita a non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. 

Per questo, l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees fino al 19 settembre. Scopo della campagna è far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze, cioè prendersi cura della propria famiglia, andare a scuola, avere una casa, avere un lavoro., che vuole rendere visibile la solidarietà e l’empatia verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra comunità locali e rifugiati e richiedenti asilo per promuovere la conoscenza reciproca. #WithRefugees è anche una petizione, con la quale l’UNHCR chiede ai governi di garantire che ogni bambino rifugiato abbia un’istruzione, che ogni famiglia rifugiata abbia un posto sicuro in cui vivere, che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità.

Qui i nostri consigli di lettura per approfondire questa complicata, ma quanto mai attuale, tematica:

  • Filippo Grandi, dopo una lunga carriera nelle agenzie di cooperazione internazionale, dal 1° gennaio 2016 è Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La sua esperienza descritta in Rifugi e ritorni
     
  • Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta. Le pagine del suo libro, Lacrime di sale, raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo, e di darne testimonianza nel libro Lacrime di sale, scritto insieme alla giornalista Lidia Tilotta
  • Sigillata al buio dentro il cassone di un camion ha attraversato Ungheria, Austria e Germania prima di raggiungere la sua destinazione, l'Olanda. Ma per arrivare alla tappa finale ha dovuto affrontare il mar Egeo a bordo di un gommone carico di uomini, donne e bambini, i corpi letteralmente ammassati gli uni sugli altri, senza quasi la possibilità di respirare. Ha percorso a piedi chilometri di asfalto fino a vedere il sangue macchiarle le calze, ha marciato sotto un temporale, si è nascosta e ha cercato rifugio nei boschi di Macedonia e Serbia. Maxima è nata in Olanda da genitori curdi siriani. Dall'età di un anno e mezzo, cioè da quando la sua famiglia ha deciso di fare ritorno in Siria, è vissuta ad Aleppo. Nell'estate del 2015 è partita per raggiungere il Nord Europa, mentre i suoi genitori sono rimasti in Siria. La sua storia raccontata in Solo la luna ci ha visti passare
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