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12 marzo: ricordiamo Kerouac e D'Annunzio

12 marzo: ricordiamo Kerouac e D'Annunzio

Il mondo delle lettere ricorda oggi la nascita di Gabriele D'annunzio, poeta, scrittore, attivista politico italiano, considerato il principale esponente del Decadentismo, e di Jack Kerouac, poeta e scrittore statunitense, padre della Beat Generation.

Soprannominato "il Vate" cioè "il profeta", Gabriele D'annunzio occupò una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924, partecipando attivamente e in prima persona alla celebre questione della città di Fiume. Nato a Pescara, il giovane D'Annunzio non tardò a manifestare un carattere ambizioso e privo di complessi e inibizioni, portato al confronto competitivo con la realtà.

Il grande successo letterario arriva per D'Annunzio con la pubblicazione del suo primo romanzo, Il piacere, presso l'editore Treves, nel 1889. Tale romanzo, incentrato sulla figura dell'esteta decadente, inaugura una nuova prosa introspettiva e psicologica che rompe con i canoni estetici del naturalismo e del positivismo allora imperanti. Egli inventò uno stile immaginoso e appariscente di vita da "grande divo", con cui nutrì il bisogno di sogni, di misteri, di "vivere un'altra vita", di oggetti e comportamenti-culto.

Il percorso poetico di D'Annunzio, cominciato precocemente con la raccolta Primo vere, si esprime compiutamente in Canto Novo, dove già si iniziano chiaramente a delineare alcune componenti essenziali della sua arte: la capacità di assimilare e rielaborare in forme del tutto personali le suggestioni e gli stimoli più svariati, provenienti sia dalla storia e dalla mitologia sia dalle correnti letterarie e filosofiche contemporanee, una visione vitalistica e sensuale della realtà di matrice classica, l'elaborazione di un linguaggio il cui splendore e preziosità suggestiona e seduce ed è esso stesso parte integrante di un mondo poetico espresso da una sensibilità squisita e raffinata.

Jack Kerouac, nasce a Lowell, Massachusetts e trascorre la maggior parte della sua vita diviso tra i grandi spazi dell'America settentrionale e centrale e l'appartamento della madre nella città di origine. La religiosità della madre, la sua visione bigotta della sessualità nonché il suo antisemitismo razzista e omofobo condizionerà potentemente le idee di Jack, che mai riuscirà ad affrancarsi completamente dal pesante retaggio delle
idee familiari.

Gli scritti di Kerouac riflettono la volontà di liberarsi dalle soffocanti convenzioni sociali e dalle forme dell'epoca e dare un senso liberatorio alla propria esistenza, un approfondimento della coscienza cercato nelle droghe, nella religione, cattolica e buddhista e che invece sfociò nell'alcolismo. Nei suoi frenetici viaggi Kerouac sembra essere alla ricerca di un luogo che gli desse stabilità interiore e riempisse quella deprimente sensazione di vuoto, simboleggiata dalla morte del fratello maggiore, Gerard, all'età di quattro anni e poi del padre, Leo, venti anni dopo.

Il 1944 è l’anno cruciale in cui Jack conosce il gruppo di artisti e intellettuali che costituiranno parte della Beat Generation. Lucien Carr, un ricco e affascinante studente della Columbia, è il catalizzatore iniziale del gruppo beat newyorkese È proprio attraverso Lucien che Jack conoscerà Allen Ginsberg e William Seward Burroughs. Col tempo Jack ammira le qualità artistiche di Allen e ne è sempre più attratto. Tuttavia manifesterà sempre un certo disagio rispetto alle esperienze omosessuali avute con lui e non solo.

Jack Kerouac e i suoi scritti, tra cui Sulla strada, Pic, Il libro dei sogni, sono considerati precursori dello stile di vita della gioventù degli anni sessanta, quello degli hippy, che scosse la società americana nelle sue certezze e ispirò direttamente i movimenti pacifisti, l'antimilitarismo contro la guerra del Vietnam e quelli libertari del maggio 1968.

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