• Lettera d'amore e d'addio
  • «Stavo ad ascoltare mio padre» raccontava Ugo Riccarelli «come si ascoltano i capimastri, lo guardavo come si guardano i maghi e i prestigiatori. Le sue parole diventavano cose che vedevo, paesaggi che toccavo.» Ugo Riccarelli era dell'idea che le qualità di narratore gli fossero entrate dentro per via genetica. Ed era anche convinto che noi avessimo bisogno di epica. «Ne abbiamo una necessità atavica» ripeteva. E proprio come nelle pagine del suo romanzo più amato, Il dolore perfetto, in queste storie Riccarelli cerca l'epica nel quotidiano. Uomini che scrivono lettere d'amore come se fosse l'ultimo gesto di una vita; campioni dell...

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  • Ugo Riccarelli
  • Ugo Riccarelli

  • Ugo Riccarelli (Ciriè, Torino, 1954 - Roma, 2013), di famiglia toscana, ha pubblicato Le scarpe appese al cuore (Feltrinelli, 1995, nuova edizione Oscar Mondadori, 2003), Un uomo che forse si chiamava Schulz (Piemme, 1998, nuova edizione Oscar Mondadori, 2012), Stramonio (Piemme, 2000, nuova edizione Einaudi, 2009), i racconti di Pensieri crudeli (Dante & Descartes, 2004, nuova edizione Giulio Perrone, 2006), Diletto (Voland, 2009) e Garrincha (Giulio Perrone, 2013), il saggio Ricucire la vita (Piemme, 2011) e, per Mondadori, L'angelo di Coppi (2001), Il dolore perfetto (2004, premio Strega), Un mare di nulla (2006), Comallamore (2009), La repubblica di un solo giorno (2011) e L'amore graffia il mondo (2012, premio Campiello 2013). Si è spento nella stessa estate in cui vinceva quest'ultimo riconoscimento, all'età di 59 anni. È uno dei pochi scrittori italiani ad avere vinto sia il premio Strega che il premio Campiello.

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