• Catania bene
  • Si potrebbe chiamare «Cosa nostra 2.0». Come un fuoco che cova sotto la cenere, sta divorando la legalità nel Paese. Agisce sottotraccia, s'insinua e si mimetizza nell'economia e nella politica, vuole far dimenticare gli anni delle stragi, anzi la sua stessa esistenza. Adotta la strategia dell'«inabissamento» e delle collusioni. Un metodo sperimentato con successo in un contesto forse poco familiare alla memoria collettiva: la Catania dei lontani anni Ottanta. Sebastiano Ardita, magistrato in prima linea nel contrasto al fenomeno mafioso, ci conduce nelle viscere di quella città dai volti contrastanti, con il benessere dei quartieri alt...

  • Continua +
1178 112 63929

Autore

  • Sebastiano Ardita
  • Sebastiano Ardita

  • Sebastiano Ardita (Catania 1966), entrato in magistratura all'età di 25 anni, ha iniziato come sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, divenendo poi componente della Direzione distrettuale antimafia, ove si è occupato di criminalità organizzata di tipo mafioso, di inchieste per reati contro la pubblica amministrazione e di infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti e forniture. Come consulente della Commissione parlamentare antimafia della XIII Legislatura ha redatto il documento relativo all'indagine sulla mafia a Catania. È stato direttore generale dell'ufficio detenuti, responsabile dell'attuazione del regime 41bis. Attualmente è procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Messina. È autore di Ricatto allo Stato (Sperling & Kupfer 2011).

Commenti

Altre edizioni
Dello stesso genere